Secondo capitolo della saga di James Bond; questa volta Bond deve recuperare il Lektor, una macchina decifratrice sovietica a cui danno la caccia non solo i servizi segreti britannici ma anche i russi.
Per questo va ad istanbul, nonostante sia conscio di essere vittima di una trappola, deciso a far sua questa macchina ma ovviamente si troverà ad affrontare moltissimi nemici.
Film del 1963, diretto sempre da Terence Young, che si apre a Venezia, durante una partita a scacchi. le ambientazioni che si avvicenderanno lungo tutto il film saranno prorio Venezia, Londra, istanbul, per poi finire ancora a Venezia.
In questo film Bond viene dotato della sua prima valigietta-gadget ovviamente pronta per tirarlo fuori da qualsivoglia impiccio possa capitare: la serratura è stata manomessa con un'apertura diversa dal solito,chiunque avesse provato ad aprirla normalmente avrebbe innescato l'esplosione di una cartuccia di gas; era dotata anche di un coltello estraibile, munizioni e 50 sovrane d'oro: bellissima
Lo spiccato inglesismo di Fleming lo si può notare anche qui in maniera molto marcata; basti vedere sulla scrivania di Bey una bella foto di Churcill che fuma un sigaro,oppure durante la ripresa dell'orient express il botta e risposta sul vino bianco e rosso tra Bond e Grant ( Luoghi comuni sul gentiluomo inglese ).
Altra curiosità, che poi verrà svelata più avanti nei capitoli, è la presenza del capo della SPECTRE, Blofeld, che però viene ripreso sempre e solo dal busto in giù con un gatto bianco in grembo e un grosso anello.
Nonostante tutto ciò questo capitolo fatica a decollare e a intrattenere lo spettatore, la prima metà abbondante è lento, poca azione e un po noioso; la seconda metà ( a dire il vero l'ultimo quarto ) si risolleva, soprattutto dalla zuffa sul treno, l'inseguimento in elicottero e con la barca ma purtroppo è tardi e non basta a risollevare le sorti della pellicola.