Sinossi
"Avevo il dovere di scrivere questo libro. Perché ho due figli ventenni che affrontano, come tutti i loro coetanei, il mercato del lavoro più difficile dai tempi della Grande Depressione...."
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Le recensioni più utili
20 di 27 persone hanno trovato utile la seguente recensione
3.0 su 5 stelle
Le opinioni di Rampini - un bel libro offuscato da qualche errore...,
Di Max (Italy) - Visualizza tutte le mie recensioni
Questa recensione è su: Alla mia sinistra. Lettera aperta a tutti quelli che vogliono sognare insieme a me (Strade blu. Non Fiction) (Brossura)
In questo libro Federico Rampini, che ci aveva abituato a saggi intelligenti sul lontano oriente (Cina, India ed un po' di Giappone) e sugli USA, ci racconta un po' più di se stesso. E così apprendiamo della sua adolescenza trascorsa a Bruxelles a seguito del padre funzionario della Comunità Economica Europea, della sua giovinezza spesa come funzionario del PCI e giornalista di periodici di partito, fino al momento in cui non pubblicò un articolo su una mini tangentopoli che aveva coinvolto il PCI in Puglia e fu espulso dal partito. Veniamo a conoscere anche eventi più recenti, come la sua "adozione" di due fratellini cinesi appartenenti ad una etnia sfavorita ed il razzismo che questi hanno dovuto subire da parte della maggioranza han. Come sempre Rampini offre delle ottime sintesi e "general overview" degli ultimi sviluppi socio-economico-politici. E cosi questo libro ci porta nel Messico del Nord a costatare gli effetti del trattato NAFTA, in Brasile a vedere la rivoluzione capitalista-socialdemocratica di Lula ed il "morbo olandese" (leggere per capire), negli USA per conoscere il movimento del Tea Party e le sue origini.Il libro ha anche alcuni difetti. In primo luogo imprecisioni. Per esempio, a pagina 127 Rampini afferma che il parlamentare USA Weiner si dovette "dimettere immediatamente" per aver spedito ad alcune sue elettrici delle foto "sconvenienti" via Twitter. In realtà Weiner si dimise dopo giorni e giorni di drammatiche (ed un po' ridicole) smentite ed ammissioni. Altro esempio, a pagina 130 l'autore cita il "celebre storico inglese Niall Ferguson". In realtà Ferguson è scozzese. Di per sè non sarebbe un errore grave, ma denota un difetto assoluto di conoscenza delle opere di Ferguson, il quale nelle sue opere non manca mai di publicizzare la propria scozzesità (si veda per esempio il capitolo sui loan sharks di East Glasgow nel celebre "the Ascent of Money"). Ma l'errore più grande del libro non è un'imprecisione, ma un errore di fondo. Infatti, a pagina 175 Rampini sostanzialmente afferma che chi vota a destra è intrinsecamente un ladro- cito "se rubano a destra o se la destra non fa funzionare i servizi pubblici, paradossalmente è una conferma della sua ideologia di fondo". Che tristezza - con tutti i suoi viaggi e la sua esperienza internazionale, Rampini non ha ancora imparato che la base fondante delle democrazie liberal-democratiche è il riconoscimento della legittimazione dello schieramento politico opposto.
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