Sinossi
Dopo il successo della edizione cartacea, arriva in formato digitale "Amarti era solo l'inizio", il primo romanzo di un giovane medico italiano che si inserisce di prepotenza, con la sua opera, nel panorama della narravita d'autore.
"Amarti era solo l'inizio" è un romanzo, un’autobiografia dell’anima, una memoria di sentimenti e sensazioni, un percorso di vita alla scoperta della vita, dalla solida struttura narrativa".
A raccontare la storia sull’asse di una narrazione retrospettiva in piena regola è il protagonista stesso che rivive le proprie emozioni presentandole al lettore. Avvalendosi di uno stile personale e ben calibrato, di una padronanza squisita della parola e del linguaggio, l’autore catapulta il lettore in una straordinaria dimensione interiore dove, usando anche la tecnica del flusso di coscienza, secondo l’esempio dei più grandi narratori primo novecenteschi, da Joyce a Svevo, l'anima di ogni essere umano ritrova una parte di sé stessa.
Il tutto si origina dal desiderio di esprimere la ridda di emozioni che coesistono in chi è innamorato: dall’esaltazione alla depressione fino alla trionfante irrazionalità e schizofrenia della mente. Non un romanzo d’amore nell’accezione classica del termine, dunque, bensì una sorta di prolungato indugio nelle emozioni dei diversi personaggi che nell’intreccio si avvicendano, esibendo tutti una ben delineata personalità.
Se è vero che di romanzi d’amore la letteratura abbonda, è altrettanto inoppugnabile che Raffaele Quaresima, nella sua poderosa opera, riesca a darne un’interpretazione personale, con uno stile vibrante e dinamico che cattura costantemente l’attenzione del lettore, coinvolto, dall’inizio alla fine e senza tregua, nella empatia straordinaria di alterne e sensazionali emozioni. Ridere e piangere, soffrire e gioire, non è mai stato così facile e toccante. Chi conosce l’amore ritroverà sé stesso, chi, al contrario, deve ancora incontrarlo desidererà innamorarsi per sempre.
La narrativa italiana acquista un nuovo gioiello.
“Senza Zò ero lontano, come in attesa, di un ricordo improvviso o di un nuovo boato di meraviglia…Zò era l’ultima voce dei miei sogni e la prima del mio risveglio… Zò era un miracolo di sangue ed aria, sangue del mio cuore impazzito, aria dei miei polmoni ansimant...Zò era la porta al mio universo parallelo, una vibrazione di pura energia che teneva unite le molecole del mio desiderio”.
"Amarti era solo l'inizio" è un romanzo, un’autobiografia dell’anima, una memoria di sentimenti e sensazioni, un percorso di vita alla scoperta della vita, dalla solida struttura narrativa".
A raccontare la storia sull’asse di una narrazione retrospettiva in piena regola è il protagonista stesso che rivive le proprie emozioni presentandole al lettore. Avvalendosi di uno stile personale e ben calibrato, di una padronanza squisita della parola e del linguaggio, l’autore catapulta il lettore in una straordinaria dimensione interiore dove, usando anche la tecnica del flusso di coscienza, secondo l’esempio dei più grandi narratori primo novecenteschi, da Joyce a Svevo, l'anima di ogni essere umano ritrova una parte di sé stessa.
Il tutto si origina dal desiderio di esprimere la ridda di emozioni che coesistono in chi è innamorato: dall’esaltazione alla depressione fino alla trionfante irrazionalità e schizofrenia della mente. Non un romanzo d’amore nell’accezione classica del termine, dunque, bensì una sorta di prolungato indugio nelle emozioni dei diversi personaggi che nell’intreccio si avvicendano, esibendo tutti una ben delineata personalità.
Se è vero che di romanzi d’amore la letteratura abbonda, è altrettanto inoppugnabile che Raffaele Quaresima, nella sua poderosa opera, riesca a darne un’interpretazione personale, con uno stile vibrante e dinamico che cattura costantemente l’attenzione del lettore, coinvolto, dall’inizio alla fine e senza tregua, nella empatia straordinaria di alterne e sensazionali emozioni. Ridere e piangere, soffrire e gioire, non è mai stato così facile e toccante. Chi conosce l’amore ritroverà sé stesso, chi, al contrario, deve ancora incontrarlo desidererà innamorarsi per sempre.
La narrativa italiana acquista un nuovo gioiello.
“Senza Zò ero lontano, come in attesa, di un ricordo improvviso o di un nuovo boato di meraviglia…Zò era l’ultima voce dei miei sogni e la prima del mio risveglio… Zò era un miracolo di sangue ed aria, sangue del mio cuore impazzito, aria dei miei polmoni ansimant...Zò era la porta al mio universo parallelo, una vibrazione di pura energia che teneva unite le molecole del mio desiderio”.
