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Innanzitutto parliamo delle qualità tecniche:
- audio: ovviamente solo inglese
- sottotitoli: in tutte le lingue possibili ed immaginabili anche se con traduzioni non proprio brillanti (i sottotitoli italiani sono piuttosto approssimativi e presentano numerosi errori).
- contenuti speciali: making of di 10 minuti scarsi.
Cast: Ben Lewis, Anna O'Byrne, Maria Mercedes, Simon Gleeson, Sharon Millerchip
Avendo visto e amato alla follia l'originale produzione londinese nonostante i vistosi limiti del musical di per sè stesso (Love Never Dies ha parecchie note dolenti, comunque lo si metta in scena, a prescindere dagli attori e dalle scenografie) ero assai incuriosita di assistere all'adattamento australiano, così tanto esaltato dalla critica e da Sir Webber in persona. Mi accingo a scrivere questa recensione dopo aver visionato il film tre volte e mezza: alla prima ero troppo impegnata a fare confronti con il cast londinese, la seconda a criticare la traduzione italiana e solo alla terza mi sono decisa a guardarlo "a mente sgombra". Adesso mentre scrivo, il video sta scorrendo in TV per la mezza quarta volta e sono pronta per cominciare.
Innanzitutto parliamo dell'allestimento. Bello, non c'è che dire. Il palco è costruito con tutt'attorno una sottospecie di ottovolante dove i ballerini e i personaggi si spostano su più livelli facendo apparire tutto più grande di quanto non sia, il colore predominante è il rosso che viene sostituito da toni più freddi soltanto dalla fine del primo atto in poi quasi a fare da spartiacque.
I costumi sono interessanti, ma si è calcato troppo l'aspetto "circense" dando all'insieme un che di grottesco che personalmente non credo si adatti nè alla storia nè ad Erik. Coney Island è un'estenzione della sua personalità e non del suo aspetto esteriore, un mondo che ha plasmato a suo piacimento e che trovavo più calzante nella versione londinese: tutto meccanico, tenebroso ma comunque raffinato e vagamente art nouveau.
Il dramma, signori miei, è l'interpretazione. Ok, metto subito le mani avanti dicendo che non è assolutamente terribile, ma chi ha ascoltato il CD del cast originale sentirà subito la differenza e non potrà che rimpiangere Ramin Karimloo. Ben Lewis, il Phantom australiano è uno stangone di un metro e novanta, con una bella presenza scenica... peccato che stia impalato sul palco per la metà del tempo e che non abbia alcun controllo della modulazione della voce durante i dialoghi parlati mentre le cose migliorano quando canta anche se l'ho trovato apprezzabile solo in alcuni brani, sopratutto quelli più melodici. "Till I hear you sing", la struggente canzone d'apertura ad esempio, è un disastro totale. Non male invece "Beneath a Moonless Sky" e, sorprendentemente, "Beauty Underneath" anche se ho il sospetto che se la cavi solo grazie al coro e all'arrangiamento diverso. Anna O'Byrne, alias Christine, nell'insieme mi è piaciuta. Ha una voce più bassa e meno cristallina delle Chris a cui siamo abituati, ma non è necessariamente un male perchè le dà l'aria della donna matura e forte che dopo 10 anni di patimenti si suppone sia diventata! Peccato che questo suo timbro la penalizzi un pò proprio in "Love Never Dies" dove le altre cantanti riescono a toccare note da usignolo che lasciano lo spettatore senza fiato.
Raoul, interpretato da Simon Gleeson non mi ha colpita nè in positivo nè in negativo. Canta bene, ma non si sbronza più di tanto. Rispetto alla versione di Londra è un personaggio addolcito, meno scorbutico con tutti ma per questo anche meno divertente. Comunque in "Devil Take the Hindmost" recita MOLTO meglio di Ben Lewis... che se ne sta fermo a paletto con l'espressività di un gatto morto.
Ma il premio va al favoloso Gustave! Piccolo, rotondino e moro ma intonatissimo e pure bravo a recitare. °W° bravo piccino.
Per quanto riguarda la trama, nessun cambiamento colossale, nessuna possibilità di salvezza dall'inesorabile finale lento e noiosetto che abbassa il ritmo già poco serrato dell'intera produzione. Alcune modifiche nei dialoghi, l'eliminazione (ingiustificata) di alcune battute che a Londra strappavano ben più di una risata riducendo il lato comico dell'intero show ad una sola frase di Raoul che, sollevando il bicchiere, brinda "A Mister Y!"
PRO:
+ la scenografia e i costumi che possono piacere...
+ la carrozza dignitosa
+ Madame Giry con un vestito diverso!
+ "Beauty Underneath" con palcoscenico sovraffollato.
+ Christine con una voce più "da mamma"
+ Gustave eccelso :D!
+ Belle riprese
CONTRO:
- la scenografia e i costumi che possono piacere... ma anche NO.
- non c'è Ramin.
- recitazione carente, sopratutto da parte del protagonista.
- Fleck, Squelch e Gangle poco caratterizzati e con voci che non si miscelano bene.
- Raoul beve troppo poco, non calcia i carrillon e non partecipa attivamente alla rissa al bar.
- Stacchi un pò bruschi tra un'inquadratura e l'altra e dialoghi un pò sconclusionati.
- Erik si toglie la maschera... ma non ce lo fanno vedere! MAI! (e mi sorge il dubbio che non l'abbiano truccato affatto... tanto per risparmiare, sai com'è.)
VALUTAZIONE FINALE: 6,5 perchè sono buona e nell'insieme rimane uno spettacolo gradevole con momenti di gran pathos e altri di noia assoluta.
Consiglio di comprarlo soltanto se siete curiosi di vedere l'allestimento, per deliziarvi le orecchie invece l'unica possibilità resta il CD.