Sinossi
"Io porto con me il ricordo dei corpi", scrive la poetessa siriana Salwa Al-Neimi ne "La prova del miele".
Anche la protagonista di questo breve e intensissimo racconto di un incontro parigino, cerca corpi, vive randagia incontri carnali destinati a non ripetersi per inseguire quella magia che ogni esordio riesce sempre a creare. Quando si legge l'urgenza, la voglia, il bisogno negli occhi. Le accade spesso. Basta un attimo, uno scambio di sguardi e ha già la risposta. Non si tira indietro.
Lei, accompagnata dal fantasma de "L'uomo di Wagner", fantasma di cui serba un ricordo senza scampo, non ha rinunciato al piacere ma ha capito che deve abbandonare le aspettative, lasciar andare. Non parla, prima, seduce senza riempire i silenzi. Si mostra misteriosa e assente. Spesso, si sente davvero così.
E non parla nemmeno durante. Non vuole rovinare, sbriciolare con le parole la magia che si aspetta, il fasto che cerca. Quest'incontro, però, è diverso da tutti gli altri.
In una Parigi complice silenziosa,l'uomo con cui ha condiviso un'intimità di meravigliosa oscenità e intimi sguardi bisognosi, le offre la "fata verde".
Un bicchiere d'assenzio. Perché possa abbandonarsi davvero. Perché i confini della realtà sfumino.
E, a questo punto, le parla anche d'amore. L'amore fatto con le parole è totale e violento. La protagnista lo sa e non si tira indietro.
Anche la protagonista di questo breve e intensissimo racconto di un incontro parigino, cerca corpi, vive randagia incontri carnali destinati a non ripetersi per inseguire quella magia che ogni esordio riesce sempre a creare. Quando si legge l'urgenza, la voglia, il bisogno negli occhi. Le accade spesso. Basta un attimo, uno scambio di sguardi e ha già la risposta. Non si tira indietro.
Lei, accompagnata dal fantasma de "L'uomo di Wagner", fantasma di cui serba un ricordo senza scampo, non ha rinunciato al piacere ma ha capito che deve abbandonare le aspettative, lasciar andare. Non parla, prima, seduce senza riempire i silenzi. Si mostra misteriosa e assente. Spesso, si sente davvero così.
E non parla nemmeno durante. Non vuole rovinare, sbriciolare con le parole la magia che si aspetta, il fasto che cerca. Quest'incontro, però, è diverso da tutti gli altri.
In una Parigi complice silenziosa,l'uomo con cui ha condiviso un'intimità di meravigliosa oscenità e intimi sguardi bisognosi, le offre la "fata verde".
Un bicchiere d'assenzio. Perché possa abbandonarsi davvero. Perché i confini della realtà sfumino.
E, a questo punto, le parla anche d'amore. L'amore fatto con le parole è totale e violento. La protagnista lo sa e non si tira indietro.
