4.0 su 5 stelle
distopico e surreale, 9 aprile 2012
Distopico e surreale.
La filmografia va collocata nel genere distopico , che prospettano una società indesiderabile , oscura sotto tutti i punti di vista.
Appartengono sicuramente al genere Metropolis il capolavori di Fritz Lang;la vita futura di Willem Cameron Menzies; Nel duemila non sorgerà il sole di Michael Anderson che fu la prima trasposizione del romanzo 1984 di di George Orwell;
Orwell 1984 tratto anch'esso dall'omonimo romanzo ;l'uomo che visse nel futuro di George Pal;La macchina del tempo di H.G Wells;fahrenheit 451 splendido di Francois Truffaut ; l'ultimo uomo sulla terra di Sidney Salkow tratto dal romanzo Io sono leggenda di Richard Matherson ;Il pianeta delle scimmie di Franklin J. Schaffner tratto dall'omonimo romanzo ; gli occhi bianchi sul pianeta terra di Boris Sagal; l'uomo che fuggì dal futuro di George Lucas ; Arancia meccanica di Stanley Kubrick ;
Blade Runner di Ridley Scott ;1997 fuga da New York; L'esercito delle 12 scimmie , stupendo film Terry Gilliam ;Gattaca la porta dell'universo di Andrew Niccol ; Matrix dei fratello Wachowschi ;Equlibrium di kurt Wimmer ;
V per vendettadi James Mc Teigue; il futuro ha inizio di karim Kusama ; The island di Michael Bay ; Io sono leggenda di Francis Lowrence
Mi fermo qui dovendo ,per questiono di spazio e d esigenza di sintesi , dimenticare qualche altra pellicola comunque attinente.
Gilliam, regista del film Brazil del 1985, trae ispirazione per il suo lavoro del romanzo di George Orwell del 1949;
é film quasi in concomitanza con quello inglese Orwell 1984.
Due film completamente diversi; In Brazil l'impostazione immaginaria e scenica prende il sopravvento sul messaggio critico verso una società dittatoriale prossima ventura ; (questo è un caso di forma che supera la sostanza diviene lei sostanza ).
Orwell 1984 non gioca con il fuoco e con senso introspettivo, comprende il dramma del rischio dittatura dando vita ad un film affascinate per profondità, durezza , fermezza ed umanità .
Con franchezza problemi concrete ed attuali come il pericolo derivante dalla gestione del potere meritano un linguaggio appropriato che è quello del rispetto.
Rischia Terry Gilliam di mettere in dubbio il suo convincimento circa la realtà di un pericolo di prossima o imminente di una svolta autoritaria del sistema sociale.
Brazil lascia perplessi per il suo linguaggio improprio, dispersivo , fuorviante , quasiin mala fede:è farsa di una verità in atto e ciò ci addolora.
Poi riflettendo e pensando a Gilliam che è un grande creativo giocoliere , non possiamo che perdonarlo .
Brazil va visto quanto meno per le immagini suggestive e creative che ci vengono proposte!!!!!!!!!!!!!!
Ma non è capolavoro, come qualcuno vorrebbe farci credere,ma Terry Gilliam ha fatto di meglio .
buona visione
weach illuminati
Aiuta altri clienti a trovare le recensioni più utili
Questa recensione ti è stata utile? Sì
No