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Le recensioni più utili
3 di 3 persone hanno trovato utile la seguente recensione
5.0 su 5 stelle
Un film epocale, meraviglioso,
Di fralen (bologna) - Visualizza tutte le mie recensioni
Questa recensione è su: La Caduta Degli Dei (DVD)
Nel suo capolavoro Luchino Visconti raffigura un quadro potente e drammatico della Germania negli anni dell'avvento del nazismo.La dissoluzione della società tedesca, avvelenata dal delirio emotivo innescato dal nazional socialismo, è qui metaforicamente scandita dalla famiglia Essenback. L'alta borghesia che si scuote cercando appoggi nel partito hitleriano per rilanciare se stessa e i propri affari è simboleggiata dagli intrighi di morte e di sangue che maturano e degenerano nei rapporti famigliari degli Essembeck. Il film è un climax di decadimento dei valori, di conquista del potere a tutti i costi, di intolleranza e persecuzione del debole, specchio dell'evoluzione-involuzione sociale tedesca 1933-1945. La svastica troneggia negli ambienti familiari come in quelli pubblico-istituzionali, il nazismo culmina e prende il potere durante la notte dei lunghi coltelli magnificamente documentata nel film. Visconti è un grandissimo registra. Innovativo. Il film è carico di un atmosfera morbosa, ambigua e intrigante. Il personaggio cardine del film, Martin, innesca un crescendo di trasgressione e ambiguità, di abbandono dei valori attraverso la perversione e la deviazione sessuale. Tuttavia Visconti non azzarda alcun giudizio. Martin è figlio del proprio tempo, dell'incertezza dilagante, della perversione sociale che lotta contro l'innocenza infantile. L'incesto con la madre è il punto piu alto del film, la svolta è alle porte, la caduta degli dei è ormai compiuta. In un delirio Edipico la degenerazione sociale trova il punto di arrivo e di partenza. Nell'orgia di personaggi destinati a essere travolti dalla decadenza solo due sono degni della salvezza, pur se non fisica, almeno morale. Herbert, dissidente politico costretto a fuggire ma a tornare e consegnarsi alle SS per liberare le figlie dalla stretta di Dacau, e Gunther che rifugia la propria anima nell'arte musicale. Il suo violoncello diventa mezzo di fuga dall'orrore quotidiano. Un film epocale, meraviglioso, da cineteca.
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