Degno seguito della saga iniziata con A Game of Thrones, lo stile di scrittura resta invariato, il ritmo, i colpi di scena e gli intrighi pure.
Ha comunque qualche pecca. Uno dei punti di forza della saga, il realismo, viene a tratti messo da parte quando la "magia", tipica del fantasy, entra in gioco anche in momenti chiave della trama (cosa che non succedeva nel primo volume).
Per quanto riguarda la brutalità, in questo libro si toccano vette superiori al precedente, lo stato di guerra continua di Westeros rende la cosa un po' più sopportabile e forse l'autore la usa per delineare i cattivi in una vicenda dipinta molto più spesso col grigio che con il manicheo bianco e nero del fantasy comune.