Girava una storiella che inizia così: "un signore dipinge una porta su un muro, poi arriva un altro signore e la apre veramente" (non ho mai sentito il seguito, perché l'inizio mi folgorava ogni volta...).
Nel film abbiamo un problema di questo tipo : dovremmo pensare che Giselle - un misto fra Cenerentola Biancaneve Sirenetta e persino la recentissima Rapunzel - non possa saltare dal mondo delle favole (e dei cartoni) in quello dove "nessuno visse felice e contento", ossia fra gli umani, eppure lei lo fa e continua rigorosamente ad essere se stessa, creatura ingenua canterina sognatrice sincera, incapace di malizia ma brava a farsi i vestiti da sola (magari distruggendo le tende della casa che la ospita), a riordinare un appartamento (con l'aiuto degli animaletti che in città ascoltano il suo richiamo), perfino a inviare una coroncina di fiori alla rivale in amore (incaricandone gli unici due colombi bianchi di New York). Infine, l'impensabile: con la sola dolcezza del suo cuore, far riappacificare due coniugi che già si erano affidati agli avvocati per separarsi!
Insomma, Giselle funziona: se al suo arrivo nel mondo reale è Robert - ragazzo-padre depressuccio ma ammirevolmente dedito alla sua bimba - ad acchiapparla al volo quando precipita dall'alto, alla fine sarà lei a salvare Robert da una caduta fatale. Quasi che lui la salvi dallo stordimento dei sogni, lei dall'abbrutimento della realtà.
Il film è molto grazioso, zeppo di citazioni disneyane, ma non solo : valga per tutte il finale, nel quale la mostruosa draghessa si arrampica su una replica dell'Empire State Building, stringendo in pugno Robert, per precipitare in strada, abbattuta non da uno stormo di elicotteri ma ... da uno scoiattolino!
I bambini dai 7-8 anni in su lo apprezzano, ma le bambine anche dai 5-6 anni. Chi fa lo loro compagnia si diverte non poco. Ottima la protagonista (Amy Adams), bravo il serio Robert (Patrick Dempsey), buffissimo il bravo Timothy Spall, una faccia fatta apposta per i ruoli dickensiani (e infatti...). Il regista, Kevin Lima, si era cimentato con i cartoni ("In viaggio con Pippo" e "Tarzan") e con gli attori in carne ed ossa ("La carica dei 102"), e qui ha pensato bene di combinare entrambe le esperienze.
Nell'ambito del genere, il film si merita senza dubbio le quattro stellette.