Si potrebbe definire un horror per ragazzi. Molto molto bello. Molto molto inquietante.
Coraline è una bambina curiosa, sveglia e soprattutto sola, in una grande nuova casa dove non ci sono altri bimbi con cui giocare e nessuno degli adulti presenti (i genitori, innanzitutto, ma anche gli eccentrici vicini) le presta veramente attenzione. Emblematico il fatto che tutti continuino a storpiare il suo nome. In fondo è la condizione in cui vivono molti bambini al giorno d'oggi: lontani dai propri coetanei, in mezzo ad adulti distratti e assorbiti dalle proprie faccende
Ad un certo punto, come in tante fiabe, anche in quelle inquietanti - anzi, soprattutto in quelle inquietanti - un divieto viene rotto, la curiosità vince sul buonsenso e apre la via per un mondo parallelo.
Neil Gaiman si muove benissimo nell'altrove, nei luoghi lontani da questa realtà, e in "Coraline" lo fa in modo magistrale.
Il libro è consigliato a bambini almeno sopra i dieci anni e non troppo impressionabili, perché la storia, sebbene a lieto fine, è di quelle che fanno trattenere il fiato anche ai lettori più cresciuti.