Pubblicato svariati mesi prima della distribuzione di Diablo III, Il Libro di Cain fa da introduzione all'ultimo blockbuster videoludico di Blizzard con una raccolta che si vuole esaustiva del "lore" dell'universo di Diablo, la tradizione di racconti, eventi, culture e protagonisti che fa da sfondo e permea i giochi della serie fantasy/dark fantasy più popolare del videogaming su PC.
Come lascia facilmente intendere il titolo, Il Libro di Cain racconta l'universo di Diablo visto dagli occhi di Deckard Cain, l'ultimo appartenente all'ordine segreto dei maghi Horadrim. Cain è uno dei personaggi centrali nella trilogia di Diablo, profondo conoscitore dei fatti e i misteri del mondo di Sanctuarium che in questo volume peculiarmente rifinito e confezionato - copertina in rilievo, pagine ingiallite e dall'orlo irregolare a simulare fogli manoscritti - raccoglie tutta la sua erudizione dedicandola alla nipote Leah. Leah, capirà chi ha già giocato Diablo III, riveste un ruolo fondamentale nelle vicende che portano alla conclusione della trilogia.
Il Libro di Cain narra - in forma di appunti più o meno sistematici, estratti da testi antichi e visioni di altrimondi sperimentate da sciamani fatti dell'impossibile - l'origine dell'universo, di angeli e demoni, dello scoppio dell'Eterno Conflitto, la Guerra del Peccato, la Caccia ai Tre, la Guerra dei Clan dei Maghi e tutto il materiale che è stato sin qui messo assieme da Blizzard (inclusi i romanzi tratti dai videogiochi, a quanto ho capito) come contorno alle vicende narrate in Diablo I e Diablo II.
Chiudono il volume una narrazione degli eventi vissuti in prima persona dal giocatore nei due giochi summenzionati - capitoli che il sottoscritto, ancora oggi giocatore incallito e di Diablo I e II, ha apprezzato più di tutti gli altri - e una descrizione dei regni di Sanctuarium, le loro culture, i tratti principali delle razze (o dovrei dire delle "classi" di personaggio) che le popolano.
Perché tre stelle? Perché per quanto mi riguarda la confezione è notevole, l'apporto di illustrazioni a opera di svariati autori è a tratti sublime ma i testi (a opera di Flint Dille) sono incostanti e troppo tarati sul pubblico dal palato grosso: Dille ha gioco facile nel ricavare dell'ottimo materiale quando pesca a piene mani dal "lore" già incluso da Blizzard North (da non confondersi con la Blizzard di oggi, che è tutta un'altra cosa) sin dal manuale del primo Diablo, ma a mio avviso scade un pò troppo spesso nel sentimentalismo dando - a tratti - l'impressione di trattare il lettore come un mezzo deficiente: il "Cain" di Dille ripete in continuazione banalità mielose e svenevoli che stonano con il tono "dark fantasy" generale che dovrebbe contraddistinguere tutti i prodotti collegati all'universo di Diablo.
Tl,dr: Per ricapitolare, Diablo III: Il Libro di Cain è un testo con alti e bassi che tutto sommato non può mancare nella libreria del vero Diablo-appassionato, mentre tutti gli altri potenziali lettori (magari alla ricerca di un "tomo" fantasy da divorare nel giro di qualche notte) farebbero probabilmente meglio a rivolgersi verso qualcosa di diverso.