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Le recensioni più utili
1 di 1 persone hanno trovato utile la seguente recensione
5.0 su 5 stelle
Apartheid alieno a Johannesburg,
Questa recensione è su: District 9 (Blu-ray)
District 9 è un film di fantascienza decisamente fuori dalle righe. E' una delle poche pellicole non girate ad Hollywood che si è guadagnata l'apprezzamento del pubblico internazionale, soprattutto grazie alla storia originale (sbarcano gli alieni, in Sudafrica, ma vengono presto emarginati, relegati in una baraccopoli e lasciati a se stessi!) ed all'ottima resa degli effetti speciali.Il protagonista, Wikus Van der Merwe è un cinico, razzista ed insicuro dirigente di un'agenzia paramilitare (messo al suo posto perchè marito della figlia del capo...), che ha il compito di organizzare il trasferimento degli alieni in un posto lontano dalla metropoli dove non potranno infastidire nessuno. Ma qualcosa va storto, il nostro "eroe" si ritrova a subire le stesse discriminazioni degli alieni per via di una imprevista "contaminazione" ed allora cominciano i guai veri e propri! Wikus è interpretato dal sudafricano Sharlto Copley, che in seguito verrà scritturato per la parte di H.M. Murdoc in A-team, un attore davvero interessante e dall'innegabile talento. Se siete alla ricerca di un film di fantascienza fuori dai canoni questo è quello che fa per voi!
4.0 su 5 stelle
sfiora il capolavoro!!!!!!!!! e la genialità,
Di weach illuminati (cittadino del mondo) - Visualizza tutte le mie recensioni
Questa recensione è su: District 9 (Blu-ray)
di weach illuminatiDistrict 9 regia di di Neill Blomkamp prodotta da Peter Jackson contatto con il pubblico nel 2009 Per non cadere nella banalità riteniamo di poter individuare nel film il progetto di mettere in scena le sensazioni che si percepiscono nell'essere messi in contatto con la diversità, con 'l'alieno" che alberga un poco ovunque. Parliamo di una diversità prima percepita come qualcosa di inaccettabile , e da temere ; diversità che , una volta assimilata , assume contorni " familiari" tipici, comunque una frequentazione non compositiva e di emarginazione. Lo spazio di essere in questo contesto deve affrontare dei conflitti spesso insanabili; il processo di consapevolezza porta verso una nuova percezione che stigmatizza un nuovo modo di percepire il diverso, il mostro , l'ignoto che dilaga nelle nostre vite. Poi straripa un concetto forte: dove alberga il vero mostro? Fra gli umani o gli alieni? ?Forse è così la possibile lettura ! Sullo sfondo una Johannesburg ,teatro permanente di un conflitto sociale disumano, si rinnova una differente apartheid, non più quella fra bianchi e neri ma questa volta fra umani e non: una segregazione che comunque prende corpo alimentata dall''ignoranza , dalla paura , dal timore del diverso ma anche dalla paura di un confronto paritario. Mentre questo giovane regista , alla prima esperienza con un lungometraggio , sta ancora assorbendo l'improvvisa notorietà che gli è piovuta addosso con District 9, cerchiamo di mettere insieme un parere sulla sua personalità espressa da novello regista: l'action, il digitale , la percezione veloce, le intuizioni geniali sono gli ingredienti della sua cinematografia; una cinematografia che comunque non disdegnare di affrontare con compiutezza e sensibilità contenuti esistenziale fondamentali . District 9 è vincente perché contiene una storia originale ,mai noiosa, che ci invita a guardarci allo specchio e comprendere meglio le mostruosità che siamo capaci di partorire; e tutta questa intima riflessione prende corpo con un linguaggio cinematografico agile , intuitivo, quello di Neill Blomkamp ;un linguaggio che tutto osserva e , come una spugna, sa assorbire e decodificare la cinematografica del genere fantascientifico che lo ha preceduto con grande senso di innovazione e duttilità. Complimenti alla regia!!!!!!!!!!! Che questa opere di fantascienza resti gelosamente nelle nostre private cineteche come esempio eccellente di innovazione. Vale 4 stelle d'oro ed il piacere di " viaggiare" con lei buona visone weach illuminati
2 di 3 persone hanno trovato utile la seguente recensione
4.0 su 5 stelle
notevole esempio di cinema sci-fi post 2000,
Questa recensione è su: District 9 (Blu-ray)
Sono trascorsi venti anni da quando gli alieni sono arrivati sulla terra per ragioni a noi sconosciute e isolati in una sorta di campo profughi chiamato distretto nove; dalla popolazione terrestre vengono chiamati con il termine dispregiativo "gamberoni", questi vivono di stenti tra la spazzatura delle discariche e le baraccopoli di Johannesburg dandosi alla criminalità, alla prostituzione interspecie e al contrabbando di tecnologia non-umana con i trafficanti nigeriani in cambio di qualsiasi cosa che gli consenta di sopravvivere come scatolame per gatti del quale vanno pazzi.Questo è l'incipit della pellicola di Neill Blomkamp, regista sudafricano scoperto dall'attento occhio di Peter Jackson che attraverso una regia simil-mokumentaristica, a mio parere efficace e allo stesso tempo accattivante, ha lo scopo di portare sullo schermo una chiave di lettura del tutto originale per ciò che riguarda il tema degli scontri razziali e dell'Apartheid Sudraficana. Blomkamp non mette in scena un semplice mokumentary visto che si avvale di un buon montaggio e di un adeguato accompagnamento musicale per le scene di maggiore importanza ma il valore di questo giovane regista appare principalmente quando vuole riportare una realtà a tratti sconcertante che affligge l'ambiente alieno completamente ricreato in CGI. Il protagonista Wikus Van De Merwe dotato di poco carattere tanto che spesso non riesce ad ottenere rispetto dai militari che lavorano per lui è membro del MTU (società privata di stampo militare che si contraddistingue per la mancanza di scrupoli nell'ottenere ciò che vuole), dal dubbio valore morale Wikus nel corso della pellicola compie una trasformazione caratteriale non indifferente e l'attore che lo interpreta è bravo nel mettere in scena all'inizio l'odio razziale nei confronti della popolazione aliena, sbeffeggiandosi di loro e uccidendo senza troppi risentimenti i feti non-umani. Inoltre si può facilmente notare che dietro a questa pellicola c'è stato un considerevole lavoro di creazione di ambienti, apparecchiature e mezzi poco comuni per una pellicola che è costata "solo" 30 milioni di dollari. Gli alieni-gamberoni ricostruiti esclusivamente in CGI hanno una mimica facciale notevole e riescono tranquillamente ad esprimere le emozioni e guardando il film ho subito pensato se Avatar riuscirà ad ottenere un simile risultato con i suoi N'avii che hanno un tocco decisamente più artificiale e costruito. Bellissimo il parco armi dei non-umani e gli effetti ricreati da esse, cosa di poca importanza eh ma a suo modo sono stati una goduria vederle insieme alle bellissime sequenze d'azione della pellicola. Il film di Blomkamp mostra una regia e una trama che per impostazione potrebbe essere associata al lavoro che ha fatto George Romero con i suoi zombi ma qui ovviamente il tutto è stato applicato in chiave sci-fi. Il film segue una trama ben precisa ma le chiavi di lettura al di sotto di una prima occhiata risultano molteplici e uscendo dalla sala si ha la sensazione di aver visto non un semplice film di genere ma qualche cosa di più.
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