Losey ha creato un grande affresco storico del "Don Giovanni" con la sua mirabile ambientazione nella villa palladiana "La Rotonda" di Vicenza. In tal modo ha creato un "suo" don Giovanni che nella voce di Ruggero Raimondi mantiene le caratteristiche settecentesche nemmeno poi tano così smaliziate, nonostante audaci ammiccamenti nella fotografia durante la celberrima aria di Leporello. L'interpretazione di Maazel, da questo punto di vista è storicizzante dal punto di vsta narrativo esterno ma non coglie le problematiche del vero dramma. Il "Don Giovanni" di Mozart è il dramma di un perdente ossia di un personaggio che non riesce più ad essere all'altezza del ruolo per il quale è stato creato. "Vanno male tutte quante!" è l'espressione emblematica con la quale il protagonista chiosa i propri fallimenti. Se ci pensate infatti nella rappresentazione di Mozart NON UNA delle sue imprese amorose va in porto. Don Giovanni quindi vive il dramma della fine della sua maschera e non la accetta. Per questo, quando è forzato al pentimento, egli non si pente, non per forza di volontà ma perchè prigioniero del suo ruolo "A torto di viltade tacciato mai sarò!". Ne consegue nella lettura di Maazel un epilogo non da dramma giocoso quele l'opera mozartiana è, ma da teatro formale, ben eseguita ma poco vissuta. Edizione di riferimento intramontabile resta Cesare Siepi diretto da Furtwangler.