''Dossier Odessa'' di Forsyth è un libro meraviglioso ambientato nel dopoguerra. In ogni caso il libro inizia proprio con la morte del Presidente Kennedy descrivendo dettagliatamente ogni cosa e ogni atteggiamento e da qui già si determinano le caratteristiche da vero ''report giornalistico'' a cui Forsyth fa riferimento nei momenti di smarrimento... insomma da vero giornalista quale fu!!! Non a caso il libro è centrato su un personaggio che all'autore è caro, come figura intendo, e cioè un giornalista: Peter Miller. Miller è un personaggio forte, coraggioso e dinamico... pieno di sorprese! La sua giovinezza non lo ha reso partecipe, durante la guerra, dei fatti accaduti; ma lui, dopo aver preso il diario di un ebreo suicidato (Salomon Tauber), si immedesima nell'Olocausto e soprattutto nello sterminio del ''ghetto di Riga'' di cui fu capo Eduard Roschmann. Dopo aver ''letto'' soprattutto il corpo del povero vecchio Tauber decise di cercare Roschmann che sterminò più di 80.000 ebrei tedeschi e polacchi internati nel ghetto, e lo fece proprio come se fosse figlio di Tauber e quindi per vendicarlo. Dopo varie peripezie cariche di sorprese e stupore inseguendo la polizia che non vuole aiutarlo e inseguendo associazioni e ebrei che ancora lottavano per una società giusta, il povero Miller gira per tutta la Germania Occidentale e continua il suo cammino trovando quel ''Dossier'' che diede lo stesso titolo al libro e andando incontro verso una fine davvero, ma DAVVERO piena di colpi di scena e di stupore per il lettore. Un libro davvero ben fatto, dettagliato e che fa capire attraverso il falsario Klaus Winzer che non si uccide solo con la spada (come disse Aristotele) e attraverso un uomo semplice come Miller che la giustizia può trionfare anche se in modo contorto a volte.