Lo dico subito per non trarre in inganno chi leggerà questa recensione: questo romanzo non mi ha convinto affatto. E' la storia di quattro amici adolescenti, cattolici praticanti, che si scontrano con le incoerenze della loro fede vissuta più per indottrinamento che per reale vocazione e che si trovano senza difese quando nel loro mondo entra una figura (non poteva che essere un'affascinante fanciulla priva di ogni tipo di inibizione e morale) che lo sconvolge e lo mette in completa discussione.
Nonostante sia molto scarna, la narrazione risulta pesante, senza un minimo di ironia, dove la tragedia la fa da padrona; e in più è una tragedia fredda, che non ti coinvolge mai. Anche le continue riflessioni sul bene e il male (o perlomeno su come un diciassettenne li percepisce) e il loro sconfinare uno nell'altro, sono piuttosto discutibili e poco illuminanti. Un paio di intuizioni ci sono (su tutte quella che porta al titolo del romanzo, che però non vi svelo), ma secondo me non sono sufficienti a promuovere questo libro.