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Estensione del dominio della lotta Copertina flessibile – 4 apr 2001

4.3 su 5 stelle 6 recensioni clienti

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Descrizione prodotto

Recensione

Il piacere solitario di un informatico alienato e criminale

Gabriella Bosco, Tuttolibri - La Stampa

Applicazione di sistema, cultura d’azienda, globalizzazione, seminari di motivazione, ingegneria informatica, programmazione strutturata, rivoluzione telematica, armonizzazione delle procedure di lavoro. Sembra le abbia usate tutte, Michel Houellebecq nel suo libro, le parole obbligatorie oggi nell’area semantica della politica della produzione. Panorama arido? Ma poi ci sono la fica e la masturbazione, e un protagonista, con cui Houellebecq ha fatto un romanzo.
Lo si direbbe un calcolo, Estensione del dominio della lotta, per la strategia combinatoria di un apparente sistema di elementi. Il personaggio, nella sua estenuante antipatia, studiato per essere così e per creare disturbo in quel quadro di necessità, non può però non prendere il lettore, per il suo esemplare cammino verso l’alienazione che lui per primo, ben prima di qualsiasi ingranaggio sociale, incoraggia e provoca.
Si tende a identificarlo con l’autore, il protagonista: un informatico che vive in una Parigi incredibile le cui vie sono tutte uguali e intercambiabili. Solo che ha trent’anni, mentre Houellebecq è del ‘58. Calcolando che questo libro, il suo romanzo di esordio tradotto adesso da Bompiani dopo il successo delle Particelle elementari, è del 1994, lo si può considerare una simil-autobiografia con piccolo scarto temporale, quel piccolo scarto incolmabile e drammatico che separa l’io dal suo doppio, perennemente sfasato rispetto al correre della realtà.
A dar titolo al libro è un passo che esprime il credo profondo del protagonista, una delle convinzioni da cui parte il suo scollamento dalla normalità: «Come il liberalismo economico incontrollato, e per ragioni analoghe, così il liberalismo sessuale produce fenomeni di depauperamento assoluto. Taluni fanno l’amore ogni giorno; altri lo fanno cinque o sei volte in tutta la vita, oppure mai. Taluni fanno l’amore con decine di donne; altri con nessuna. E’ ciò che viene chiamato ‘’legge del mercato’’... In situazione economica perfettamente liberale, c’è chi accumula fortune considerevoli; altri marciscono nella disoccupazione e nella miseria. In situazione sessuale perfettamente liberale, c’è chi ha una vita erotica varia ed eccitante; altri sono ridotti alla masturbazione e alla solitudine». L’assimilazione si conclude in maniera assertiva: «Il liberalismo economico è l’estensione del dominio della lotta, la sua estensione a tutte le età della vita e a tutte le classi della società. Altrettanto, il liberalismo sessuale è l’estensione del dominio della lotta, la sua estensione a tutte le età della vita e a tutte le classi della società». C’è chi prende per due, e chi resta senza. Il protagonista crede di parlare del suo collega, un giovane brutto ossessionato dal sesso da cui le donne stanno così alla larga che è ancora vergine. Arriva a istigarlo al crimine, quel triste collega, come vendetta per la crudeltà della legge di mercato. Ed è invece suo, il destino di sprofondamento in una solitudine psicologica senza ritorno. A commettere il crimine sarà lui, benché apparentemente inconsapevole.
Per chi lo ricordi, sono curiosamente forti le corrispondenze tra questo trentenne e quello raccontato da Ionesco nell’unico suo, curioso, romanzo: Il solitario. E’ identico il percorso di isolamento progressivo e volontario in una psiche che cresce come un ascesso. E’ identica la perdita graduale di contatto con il mondo e l’ingigantire dell’allucinazione. Molto simile la casistica di singoli rapporti del protagonista con persone deformate dai suoi occhi insani, e la storia d’amore subito precipitata nella dimensione del ricordo ingrato. La differenza sta nella mitologia alienante, all’epoca era quella rivoluzionaria, Il solitario fu scritto nei primi Anni Settanta, adesso è l’informatica. Mentre in Ionesco l’uomo, iper-reattivo, cerca di proteggersi isolandosi nella sua stanza, in Houellebecq lo fa allontanandosi dalla città, la fuga interiore lascia posto a quella materiale. L’esito, allucinatorio nel primo caso reale nel secondo, è il rifugiarsi in un Eden legato alla prima infanzia, e poi, a ritroso, prenatale. Salvifico per Ionesco, risulta desolatamente fallimentare in Houellebecq (i cui romanzi vengono tranquillamente chiamati «generazionali»).

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Dettagli prodotto

  • Copertina flessibile: 152 pagine
  • Editore: Bompiani; 6 edizione (4 aprile 2001)
  • Collana: I grandi tascabili
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8845247708
  • ISBN-13: 978-8845247705
  • Peso di spedizione: 118 g
  • Media recensioni: 4.3 su 5 stelle  Visualizza tutte le recensioni (6 recensioni clienti)
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Principali recensioni dei clienti

Formato: Copertina flessibile
A tratti autobiografico, questo romanzo del 1994 riflette senz'altro il pensiero dell'autore e il suo spirito anticonformista e irriverente.
Una cattiveria sana, quella di Houellebecq e del suo essere politicamente scorretto secondo una logica e una coerenza personale.
Tic e ossessioni si intrecciano con riflessioni filosofiche, l'esito è dannatamente divertente e grottesco al tempo stesso.
Le pagine scorrono con la stessa facilità con la quale il protagonista accende le sigarette, una via l'altra. L'effetto è altrettanto ruvido e riesce ad assuefare, svelando percorsi mentali che addirittura rischiano di urtare il lettore, ma non allontanarlo davvero.
A patto che tolleriate lo stile dello scrittore, che appartiene a quella categoria di autori che si amano o si odiano, o entrambe le soluzioni.
L'apatia del protagonista, condita a un odio indiscriminato per il genere umano (lui stesso compreso) e al senso di eterna frustrazione sono i motivi centrali dell'opera. Non vi è redenzione, né rivincita, solo una lunga serie di ostacoli, delusioni e fallimenti.
Eppure il romanzo è orchestrato con successo e si sedimenta nelle coscienze.
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Formato: Copertina flessibile Acquisto verificato
Ho letto questo libro dopo "Le Particelle Elementari", dopo "La Carta e il Territorio" e dopo "Sottomissione" (Tutti di Houllebecq) e posso affermare quanto segue: "Estensione del Dominio e della Lotta" è un libro corto e molto scorrevole, la storia riguarda un personaggio che effettivamente riflette abbastanza la realtà per quel che riguarda la società alla quale fa riferimento lo scrittore.
Sono stato spesso a Parigi perché ho molti parenti, e devo dire che la vita di un semplice dipendente (che sia impiegato o che sia un quadro) in quella città è veramente triste. Cosa diversa per chi come me vive in un piccolo borgo di provincia nelle Marche, dove un quadro fa una "bella vita", seppur con restrittezze geografiche ed assenza totale o parziale di svaghi rispetto ad una grande metropoli.
Trovo, pertanto, che questo libro sia utili per farci riflettere sul disorientamento che le persone provano quando vengono "ammucchiate" in uno spazio "ristretto" (densità di popolazione) in cui il solo scopo è il lavoro e cariera; una vita monotona ed isolata dai reali piaceri della vita.
Il tempo trascorso in solitudine spesso si trasforma in riflessione su ciò che ci circonda e Houellebecq, riproduce in maniera eccellente (come sempre) un personaggio che è assolutamente attuale in qualsiasi società moderna.
Lavoro, Monotonia, Rapporti Umani, Auto Isolamento, Esistenza credo siano le parole chiave di questo Libro.
Lo CONSIGLIO.

N.B.: ho dato 4 stelle perché ne ho date 5 a "Particelle Elementari" e "Sottomissione" che ritengo siano superiori a livello descrittivo e molto originali, in quanto futuristici; ma ovviamente questo è soggettivo e personalmente preferisco leggere qualcosa di nuovo.
"Estensione del dominio della lotta" non affronta (per me) un nuovo tema.
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Formato: Copertina flessibile Acquisto verificato
Indispensabile per chi vuole provare a capire a che punto siamo
difficile non mettersi a rifare due conti su sè stessi , sull'esistenza
e sulla nostra civiltà, dopo averlo letto
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