Libro godibile ma non all'altezza di altri. Certo, Poirot è sempre Poirot e la Christie è sempre la regina, ma qui, a volte, pare che metta lo "scrittore automatico". Il pezzetto di giornale rinvenuto per caso, le vecchie fotografie, antichi casi "di nera", segreti di famiglia... Diciamo ingredienti già visti.
Impagabile la figura della Oliver, alter ego della scrittrice, alla quale fa dire quello che probabilmente la Christie non poteva dire sul pubblico, su Poirot e sui continui tentativi di portarlo al cinema o a teatro. E anche il finale, a ben vedere, pare proprio una piccola vendetta della nostra Agatha.