La più popolare delle opere di Handel, il “Giulio Cesare in Egitto” su libretto ancora una volta dello Haym, come era stato per “Rodelinda” e rappresentata un anno prima, 1724, e nello stesso Teatro, il King's Theatre, ebbe immediatamente un grande successo grazie anche al protagonista, il castrato Senesino, vero idolo dell'epoca.
Cesare ha sconfitto Pompeo nella campagna del 48 a.C., ma ha a che fare con i due fratelli Tolomeo e Cleopatra, antagonisti in lotta per il regno d'Egitto. Per ingraziarsi il vincitore e mantenere il potere, Tolomeo fa avere a un Cesare inorridito la testa mozzata di Pompeo, mentre Cleopatra usa le sue arti ammaliatrici per conquistare il conquistatore. Alla fine i buoni vinceranno e i cattivi rimarranno uccisi o vinti.
Il ruolo del protagonista è ora comunemente assegnato a un controtenore (come Andreas Scholl) o a una voce femminile di mezzosoprano, come è il caso di questa produzione. Ma c'è stato un tempo in cui il ruolo veniva abbassato di un'ottava e affidato ad un baritono. Dietrich Fischer Dieskau ci ha lasciato un indimenticabile ricordo della sua interpretazione.
Qui siamo a Glyndebourne nel 2005 e la messa in scena è affidata a quel genio di David McVicar che trasporta la vicenda alla fine dell'epoca coloniale britannica. Da allora questa produzione continua a essere presentata in tutto il mondo e anche oggi (marzo 2013) si può vedere in scena alla Met Opera di New York. La sua regia, i balletti in stile Bollywood, le scenografie e i costumi fanno di questo spettacolo uno dei più affascinanti che si possano vedere.
Il cast della produzione di Glyndebourne è superlativo. Sarah Connelly è perfetta nella linea del canto e anche convincente nel suo ruolo en travesti. Angelika Kirschlager delinea con grande intensità il personaggio di Sesto, il figlio di Pompeo che vuole vendicare la morte del padre. Patricia Bardon è una dolente Cornelia. Christophe Dumaux presta con convinzione la sua voce di controtenore alla figura del perfido Tolomeo e si dimostra pure un discreto acrobata.
Ma il clou della serata è rappresentato dalla performance della australiana di nascita ma americana di formazione Danielle de Niese, una Cleopatra giovane, affascinante e spiritosa che recita, canta e balla con quella professionalità poco conosciuta da noi al di qua dell'oceano.
In buca il sommo William Christie dipana le meravigliose musiche con la maestria che gli conosciamo.
Ottima qualità video e sonora, oltre cinque ore su due dischi ed extra golosi. Da portare sull'isola deserta se è l'unico dvd che ci è concesso.