Punto numero uno, tanto per arrivare al sodo: meglio Noel, o il fratellino Liam? Noel, nessun dubbio. Vince a mani basse. Più fantasia nelle melodie e negli arrangiamenti, più eleganza, un 'respiro' musicale più ampio e disteso.
Punto numero due, per esser brevi: quanto c'è degli Oasis, e quanto di nuovo? Direi che degli Oasis c'è un 80-85%, il restante è un avvicinamento a cose tipo Tears for Fears (e scusate se è poco...); e decidete voi se queste sono delle buone o delle cattive notizie (non prendetevela col messaggero, però). In ogni caso, a grosse sorprese non andrete incontro, questo è un fatto. Che sia una rassicurazione o uno scoraggiare l'approccio, a ciascuno la sua opinione, ribadisco.
Punto numero tre, ed è la questione essenziale: quanto è buono questo attesissimo debutto? Beh, questione di gusti, ovviamente. Se non vi piacevano gli Oasis, difficilmente vi piacerà questo, e quel poco che c'è di nuovo è ancor più difficile dire se lo apprezzerete o no. Nel caso contrario, viceversa, potete andar sicuri, vi piacerà, specie se vi manca il gruppo madre.
Quel che posso (provare a) dire, è cosa si trova in questo cd. Lo stile conosciuto di Noel, fondamentalmente, con quel tanto di citazioni beatlesiane (in qualche passaggio così smaccate da rasentare la citazione letterale), e insomma di Oasis-sound (col misto di ballads, rock adrenalici, gusto melodico ben conosciuto), che ci si poteva aspettare dal principale compositore della band. Tutto sommato, credo che Noel sia riuscito ad evitare più che abbastanza il rischio del 'già sentito', o addirittura dell'autocitazione, che spesso funestano operazioni del genere, pure se lo stile compositivo e interpretativo non è cambiato di un'oncia. Ma prendetela come opinione, o quantomeno impressione, personale. Aggiungerò - sempre a livello personale - che le canzoni mi hanno preso dal primo ascolto (il che è suo modo notevole): melodie ben scritte, luminose, che ricordano il primo periodo degli Oasis (quello di WHAT'S THE STORY e BE HERE NOW, e anche STANDING ON THE SHOULDER, insomma), anche se molte cose sembrano uscite da DIG OUT (ricordando le migliori di quell'ultimo disco), il che è anche ovvio. Rispetto a cui - altra opinione personalissima - la qualità delle composizioni è salita. Volendo citare dei brani a riferimento, lo script e le atmosfere sono generalmente quelli di CHAMPAGNE SUPERNOVA, ALL AROUND THE WORLD o GO LET IT OUT!, tanto per rendere l'idea. Disco quasi interamente elettrico, in ogni caso, molto orchestrato, e molto poco acustico; e tuttavia, piuttosto lontano dal furore elettrico di DON'T BELIEVE THE TRUTH. Un disco anche ben cantato, inoltre.
Per i fans degli Oasis, dopo tutto quanto detto, un disco che si consiglia da sé. Per tutti gli altri... beh, la loro opinione sui Gallagher e i suoi dischi, quale che sia, non cambierà.