4.0 su 5 stelle
La debolezza dell'uomo d'acciaio, 16 gennaio 2011
Questa recensione è su: Hollywoodland (Blu-ray)
La vicenda trae spunto da fatti realmente accaduti. Hollywood, 10 giugno 1959: muore in tragiche circostanze George Reeves (interpretato da Ben Affleck), dal 1950 al 1958 popolarissimo Superman televisivo. La polizia conclude trattarsi di suicidio. In effetti, l'attore era ormai un has been, inchiodato al personaggio del supereroe e, finita la serie, sarebbe stato rapidamente dimenticato. Ma la madre di Reeves, convinta che non sia stato suicidio, ingaggia uno scalcinato ma caparbio detective privato (Adrien Brody) perché scopra la verità. Siamo a Hollywood Babilonia e il detective si imbatte in un mondo dominato dalla legge del successo, ai cui margini sopravvivono stelline e aspiranti divi disposti a tutto pur di emergere. Nel ricostruire la vita di Reeves - che aveva doti d'attore e che alla fine era giunto a detestare il personaggio che, pur dandogli fama e benessere, aveva distrutto le sue speranze di vera carriera - l'investigatore subisce minacce e violenze da parte di chi pensa di avere qualcosa da temere dalla sua indagine. Alla fine, capirà come sono davvero andate le cose. E quanto l'indagine gli insegnato gli servirà (forse) anche per mettere ordine nelle sue incasinate faccende private. Film denso e complesso (la trama è un mosaico di flashback), ottimamente sceneggiato dal'esordiente Paul Bernbaum, diretto da un solido regista televisivo, interpretato al meglio (persino da Affleck, e questa è una piacevole novità) offre più livelli di lettura: ricostruisce il momento finale dell'Hollywood dello star system (spazzato via dalla tv), è una detective story, offre il tragico ritratto di un uomo, che pur ottenendo la celebrità, vede deluse le ragioni vere della propria vita. Inutile dire che quella Hollywood è più che mai lo specchio del mondo. Una notazione curiosa: per strana coincidenza, i due attori che hanno ottenuto fama dal personaggio di Superman si chiamavano entrambi Reeves, George negli anni '50 e Christopher due decenni dopo, e sono entrambi finiti male.
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