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I Mille
 
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I Mille [Formato Kindle]

Giuseppe Garibaldi (Autore)
4.3 su 5 stelle  Visualizza tutte le recensioni (3 recensioni clienti)

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Descrizione prodotto

Sinossi

This book was converted from its physical edition to the digital format by a community of volunteers. You may find it for free on the web. Purchase of the Kindle edition includes wireless delivery.

Dettagli prodotto

  • Formato: Formato Kindle
  • Dimensioni file: 416 KB
  • Lunghezza stampa: 466
  • Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
  • Lingua: Italiano
  • ASIN: B004TWANCK
  • Media recensioni: 4.3 su 5 stelle  Visualizza tutte le recensioni (3 recensioni clienti)
  • Posizione nella classifica Bestseller di Amazon: #63 gratuiti nel negozio Kindle Store (Visualizza i Top 100 gratuiti nella categoria Kindle Store)

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Le recensioni più utili

5 di 6 persone hanno trovato utile la seguente recensione
5.0 su 5 stelle Interessantissimo documento storico., 10 gennaio 2012
Acquisto verificato Amazon (Cos'è?)
Questa recensione è su: I Mille (Formato Kindle)
Il libro narra delle imprese dei mille viste dalla parte di chi ne è stato promotore e partecipe.
Leggere gli scritti autografi di un personaggio storico è sempre un ottimo metodo per farsene un'idea obiettiva senza filtri ed enfasi storiografiche, in questo caso particolarmente accentuati dalla ben nota - e assai stucchevole - retorica risorgimentalista.
Leggendo il libro mi sono fatto l'idea di un personaggio certamente animato da idealismo e dalle migliori intenzioni, ma che evidentemente - pur appartenendo alla massoneria - non aveva assolutamente capito le trame internazionali che Piemonte e Inghilterra stavano ordendo contro gli altri stati italiani (con l'intenzione gli uni di sanare il proprio enorme debito pubblico mettendo le mani sulle fiorenti finanze duo-siciliane e gli altri di spazzare via la più potente flotta del mediterraneo in occasione della apertura del canale di Suez, e di ri-affermare il proprio monopolio assoluto sulle preziose miniere di zolfo siciliane).
Dal libro inoltre emerge una visione del mondo estremamente semplicistica, riduttiva e spesso contraddittoria.
Si dichiara uomo di pace ma poi declama le "...splendide baionettate..." che il popolo italiano (se non fosse reso sagrestano dai "maledetti preti") potrebbe infierire al tiranno, ai preti e ai loro sgherri.
Dice di odiare ogni forma di tirannide e di oppressione ma esaltando gli inglesi ("...gente graziosa...") dimentica il loro colonialismo, quintessenza dello sfruttamento e dell'oppressione su altri popoli.
Definisce i preti scarafaggi, vermi, perversi ecc. ignorando l'opera di Don Bosco (suo co-evo) e di tantissimi altri sacerdoti che praticavano diffusamente l'unica forma di "welfare" allora esistente: la carità cristiana.
Esalta il popolo ma quando il popolo meridionale (soprattutto a Isernia) difende la propria terra, il proprio re e la propria fede religiosa da questo esercito di irregolari anticristiani, maledice "...d'esser nato, d'appartenere a questa famiglia di scimmie, sì poco degne di libertà...".
Dulcis in fundo riconosce che i "nuovi tiranni" (i Piemontesi) sono peggio di quelli prima: peccato che fu lui stesso a Teano a consegnare l'Italia nelle loro mani.
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4.0 su 5 stelle Qui si fa la Italia...?, 20 maggio 2012
Di 
Acquisto verificato Amazon (Cos'è?)
Questa recensione è su: I Mille (Formato Kindle)
Non fece in tempo a morire per doversi rivoltare nella propria tomba, il buon Garibaldi: era ancora ben vivo quando aveva preso coscienza dell''inadeguatezza di un regno sabaudo improvvisamente ingrassato, di tutte quelle ingiustizie che contraddistinguono l''italica visione del mondo - e chi sa se fosse stato di poco più giovane non avrebbe fatto in tempo a divenire da 'eroe dei due mondi' a 'banditen''

Non deve pertanto destare maraviglia che questo scritto sia scarsamente diffuso in una Italia che, pure, di lui ogni città dedica una via e forse un monumento. Già, perché il generoso nizzardo pensava ad una Italia diversa già nel 1871 - dieci anni dopo la sua memorabile impresa - libera dalla Chiesa cattolica innanzitutto, ma anche dalla monarchia sabauda: a queste due egli riserva spesso parole dure, durissime anzi, sopratutto per i preti ed i clericali.
E con questo egli si preclude tuttora una più larga diffusione.
Per coloro che, come me, ritengono la Chiesa 'il' problema fondamentale italiano, questo scritto non riserva alcuna sorpresa - per gli altri, probabilmente, si.

L'impresa dei Mille, dunque: chi non la conosce almeno un po''? Da Quarto in Liguria fino in Sicilia, poi su verso la Calabria e Napoli, di vittoria in vittoria - o quasi... D''accordo, al buon generale sfuggì probabilmente che la sua impresa si collocava in un contesto internazionale un po' più complicato di quello che credeva - ma probabilmente anche noi siamo burattini inconsapevoli quando facciamo quello che riteniamo giusto...

Le descrizioni di Garibaldi si soffermano poco sulle battaglie, si concentrano di più sulle figure eroiche di coloro che han dato la vita per fare questa - ma no, per un'altra, via - Italia - riservando parole di elogio per quasi tutti gli italiani, dai Milanesi ai Genovesi, Toscani e Romani, Siciliani e Calabresi e finanche quei Napoletani che per un poco gli furono nemici ma per i quali riservò grande considerazione. Non così per i Borbonici, per i Papalini, per i Francesi e gli Austriaci'
Uno scritto che vorrebbe essere scritto col cuore, e che se talvolta commuove, più spesso cade in quell'ottocentesca retorica che, diciamo la verità, un po' annoia e stanca.
Ma al nostro Eroe possiamo perdonare tutto questo, ed anche le contraddizioni che talvolta emergono un po' di qua ed un po' di là: ammette di essere uomo di spada e non di penna...

Edizione ben curata - qualche piccolo refuso qua e là e forse una gestione non eccelsa degli indici dei capitoli, ma per il resto buona.
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4.0 su 5 stelle Interessante testo, 4 febbraio 2012
Questa recensione è su: I Mille (Formato Kindle)
Libro di grande interesse, scritto con una retorica di altri tempi da chi ha vissuto un periodo eccezionale. Da leggere
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 (Cos'è?)
&quote;
In tutti i tempi, quasi, i popoli si son governati collignoranza e la violenzacioè coi preti e coi soldati. &quote;
Evidenziato da 6 utenti Kindle
&quote;
Io ho la coscienza di non appartenere a setta nè a partitivorrei vedere il mio paese prospero e rispettatovorrei vedere gli uomini del capitale conformarsi ai progressi dei tempi presentie persuadersi che le masse doggi non devonsi guidare cogli espedienti del passato. &quote;
Evidenziato da 4 utenti Kindle
&quote;
E che serve allItalia daver dei bei porti e delle terre ubertose, quando i suoi governi ad altro non pensano che a far dei soldi per pascere le classi privilegiate, ed obbligar colla forza, collastuzia e col tradimento alla miseria ed al disonore le classi laboriose? &quote;
Evidenziato da 4 utenti Kindle

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