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2 di 2 persone hanno trovato utile la seguente recensione
5.0 su 5 stelle
Uno scozzese nel deserto,
Questa recensione è su: Il Vento E Il Leone (DVD)
Il 18 maggio 1904 Ion Perdicaris, greco benestante residente a Tangeri, viene rapito dagli uomini di Mulai Ahmed er Raisuli. Sebbene Raisuli chieda al sultano del Marocco un riscatto in dollari e altri benefici, la sua non è un'azione banditesca. Perdicaris dirà in seguito di avere scoperto nel berbero un uomo d'onore, mosso da ragioni patriottiche. Tra i due nasce un rapporto di stima reciproca, ma intanto il presidente Usa Theodore Roosevelt, credendo che Perdicaris sia statunitense, manda in Marocco una squadra navale, con a bordo diverse compagnie di marines. Che però restano a bordo delle navi: non ci sarà alcuna azione militare tesa a liberare l'ostaggio. Risolta pacificamente la crisi, e tornato libero Perdicaris, sull'episodio cala l'oblio. Lo riscopre 70 anni dopo John Milius per trarne questo meraviglioso "Il vento e il leone" ("The wind and the lion", 1975), film che sintetizza la migliore stagione del grande film d'avventura di Hollywood e, purtroppo, ne segna anche l'epilogo. Già incombeva la logica del blockbuster gonfiati dagli effetti speciali. Naturalmente, Milius rivede la vicenda. Perdicaris diventa una lei - la bella e brava Candice Bergen - accompagnata da figli piccoli, i marines sbarcano facendo sfracelli e c'è un epilogo in cui i buoni - berberi, americani, ostaggi e rapitore - si uniscono contro i cattivi - il perfido sultano sostenuto da soldati tedeschi. Ma sono le leggi dello spettacolo, che è sontuoso, avvincente e girato benissimo. Tuttavia Milius, che pure passa per uno della destra estrema, mantiene la verità sui rapporti tra i rapiti e Raisuli, anche nel film una nobile e coraggiosa figura. C'è rispetto per l'islam, di cui pure il regista non condivide molto (il suo cuore batte per Roosevelt e le ragioni degli Usa). Girato tutto in una Spagna che abilità di regista e scenografi mascherano perfettamente da Marocco e Stati uniti, il film è servito da attori in stato di grazia: della Bergen s'è detto, Sean Connery, all'apice del fascino e delle doti attoriali, è un indimenticabile Raisuli e Brian Keith è grande nel rendere un Roosevelt diviso tra la necessità di una strategia politica tesa a far temere gli Usa e il rispetto per un avversario che ammira. Si riconoscono inoltre molti caratteristi resi familiari dagli spaghetti western, facce sempre giuste. Nel 1975 era ancora possibile immaginare un futuro in cui occidente e islam potessero convivere, sulla base del rispetto reciproco. Ed è anche la nostalgia per ciò che non è stato a rendere "Il vento e il leone" un film da vedere e rivedere.
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