Primo vero romanzo di Bjorn Larsson, datato 1990, secondo che leggo dopo "La vera storia del Pirata Long John Silver".
Ulf, il protagonista, aiuta il finlandese Pekka ad attraccare con il suo catamarano nel porto di Dragor, dopo una navigazione terribile nel mare del nord. Il finlandese che viaggia assieme ad una misteriosa donna scozzese di nome Mary sembra fuggire da qualcuno o qualcosa e prima di essere fermato dalla polizia portuale consegna ad Ulf il diario della sua navigazione.
Leggendolo Ulf capisce che Pekka fuggiva da uno scozzese di nome McDuff e da un'organizzazione denominata "Cerchio Celtico" e deciso a risolvere il mistero si imbarca con l'amico Torben a bordo del RUSTICA, nel tentativo di ripercorrere a ritroso le rotte di Pekka.
Il romanzo è solo apparentemente un thriller a sfondo massonico - il cerchio celtico del titolo non è altro che un'organizzazione segreta dedita ad antichi riti e progetti della civiltà celtica - tanto è vero che sotto questo punto di vista la scrittura mostra dei limiti quando si tratta di dipanare il mistero iniziale.
Più precisamente è un'avventura a mare aperto, un'occasione (sfruttata a pieni voti) per indagare ulteriormente la natura umana tramite l'immensa interfaccia delle distese marine.
Il libro è ricchissimo di tecnicismi relativi alla vela, le rotte, le navigazioni, è molto dettagliato in merito alle caratteristiche dei mari, delle correnti, dei luoghi visitati (Larsson navigò per diversi mesi gli scenari che poi avrebbe descritto in questo libro), e la scrittura non è per nulla allineata allo stile dei best sellers alla moda.
Ciò nonostante il volume è molto gradevole e, come tutti i libri che si rispettano, una volta concluso ti lascia dentro qualcosa.
Il mondo di Larsson è ricco di fascino che per poter essere apprezzato deve essere prima capito e per questo la bellezza dei suoi romanzi non è accessibile a tutti.