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Il cimitero di Praga Copertina flessibile – 29 giu 2011


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Dettagli prodotto

  • Copertina flessibile: 520 pagine
  • Editore: BOMPIANI (29 giugno 2011)
  • Collana: Vintage
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8845268969
  • ISBN-13: 978-8845268960
  • Peso di spedizione: 640 g
  • Media recensioni: 3.1 su 5 stelle  Visualizza tutte le recensioni (77 recensioni clienti)
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Recensioni clienti

Le recensioni più utili

26 di 28 persone hanno trovato utile la seguente recensione Di Engelskind il 17 febbraio 2011
Formato: Copertina rigida
Eco è un grande erudito e fa sfoggio della sua infinita cultura con dettagli che il lettore medio, anche se di buona istruzione, fa fatica a cogliere o non coglie tout court. Il libro è a tesi, e vuole dimostrare che i complotti sono sempre esistiti, per cui figuriamoci a che livello siamo arrivati oggigiorno. La prosa di Eco è spesso prolissa e la sovrapposizione di ben tre narratori rende pesante e talvolta complicato seguire la trama. Ho letto random queste critiche, sui giornali e su Amazon: tutto vero.
Resta però il fatto che, a dispetto dell'indubbia passione dell'autore per gli esercizii di stile e del suo mal represso autocompiacimento nell'esibizione della propria enciclopedica cultura, il romanzo si legge benissimo, fila liscio come l'olio dal punto di vista del plot e, se anche all'inizio si fatica a raccapezzarsi tra Simonini, abate Dalla Piccola e narratore super partes (che fa tanto Manzoni), la storia è avvincente nonchè a tratti esilarante.
Certo io personalmente ero molto più giovane quando lessi Il nome della rosa e La misteriosa fiamma della regina Loana, e può darsi che li trovai più ostici per questo, tuttavia la mia impressione è che Il cimitero di Praga sia un esperimento infinitamente più riuscito di narrativa d'intrattenimento coniugata alla cultura. Se non altro perchè giunti alla fine del libro, fine peraltro abbastanza prevedibile - e forse qui sta il bello - ci si sente subito spinti a cambiare nomi e luoghi per verificare l'adattabilità dell'intreccio al tempo presente... e purtroppo, com'è ovvio, il giochetto è tristemente facile.
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80 di 91 persone hanno trovato utile la seguente recensione Di Ventura Angelo il 23 novembre 2010
Formato: Copertina rigida
Bisogna riconoscerlo: l'impianto di questo romanzo è geniale, la storia di un falsario smemorato e dalla doppia personalità richiama motivi di Borges e di Pirandello. Il protagonista è quello che si chiama un 'narratore non affidabile', per più di una ragione. Eco gli attribuisce una quantità incredibile di falsificazioni, intrighi e imbrogli, e delinea un personaggio che, nella sua totale amoralità e negatività, è tuttavia affascinante come il Ripley di Patricia Highsmith. Simonini, il protagonista, l'unico inventato, come dice Umberto Eco, partecipa del nefasto antisemitismo del suo tempo, ma vedremo che il suo disprezzo non si limita agli ebrei, ma si estende a tutta l'umanità. E le menzogne di cui si avvolge lo hanno isolato da quell'umanità che disprezza e sfrutta. Sullo sfondo, eventi storici come il risorgimento Italiano, la guerra franco-prussiana, l'affare Dreyfus, tutto visto attraverso le lenti deformanti della mentedi uno dei più interessanti personaggi negativi che la letteratura abbia prodotto.
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1 di 1 persone hanno trovato utile la seguente recensione Di Giorgio Perozzi il 23 dicembre 2013
Formato: Copertina flessibile
L'incipit del romanzo è grandioso, poco ha da invidiare ai grandi incipit di Dickens come quelli di Bleak House o Our mutual Friend. Gli stimoli sono tanti e tutti storiograficamente accurati. Ma forse è la pesantezza dovuta a questa enorme massa di stimoli ad appesantire un po' la lettura: il risultato a parer mio è comunque di eccellente fattura, ma aver fatto confluire tutte le trame occulte dell'800 europeo in un unico individuo può sembrare una forzatura persino per un feuilleton. Questa più che una critica è una rilevazione di un limite che il romanzo di Eco potrebbe avere, ed è il limite di ogni feuilleton, ma l'autore ha saputo in modo veramente magistrale tenere uniti tutti questi fili, accomunandoli non tanto al Simonini della storia, ma ai tanti possibili Simonini che sono esistiti e che tuttora esistono. Concludo con una citazione di Eco in cui mette in relazione il nazionalismo con l'odio che a me è piaciuta parecchio. Tra parentesi, non me la sono sentita di dare meno di cinque stelline a un libro che ha richiesto un tale lavoro di ricerca. “Qualcuno ha detto che il patriottismo è l'ultimo rifugio delle canaglie: chi non ha principi morali si avvolge di solito in una bandiera, e i bastardi si richiamano sempre alla purezza della loro razza. L'identità nazionale è l'ultima risorsa dei diseredati. Ora il senso dell'identità si fonda sull'odio, sull'odio per chi non è identico. Bisogna coltivare l'odio come passione civile. Il nemico è l'amico dei popoli. Ci vuole sempre qualcuno da odiare per sentirsi giustificati nella propria miseria. L'odio è la vera passione primordiale. È l'amore che è una situazione anomala.Ulteriori informazioni ›
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1 di 1 persone hanno trovato utile la seguente recensione Di pietragi il 8 maggio 2012
Formato: Formato Kindle
Un libro che fa molto riflettere. Eco è un grande narratore e ci porta tra gli accadimenti storici più importanti dell '800 facendosci passare dalla porta di servizio, da un tugurio in cui vive Simonini, personaggio ingannevole che fa della doppiezza il suo modo di vivere.
E partendo da un odio verso tutto il genere umano, dall'antisemitismo e dalla misoginia, giustifica qualsiasi gesto e non si fa scrupolo di commettere qualsiasi nefandezza pur di arrivare ai suoi obiettivi che sono solo monetari, creando documenti falsi cui Eco fa poi risalire alcuni importanti eventi storici.
Attraverso questo specchio deformato possiamo vedere accadimenti storici e personaggi di assoluto rilievo di quel tempo che passano in secondo piano rispetto alla storia del meschino personaggio che pagina dopo pagina si rivela al lettore sempre più intricata e solo alla fine si può comprendere nella sua interezza.
Ho apprezzato in particolare la descrizione iniziale dei difetti di vari popoli europei, ma la cosa che più mi ha colpito è stato vedere, verso la fine del libro, una descrizione dei politici del tempo così vicina alla realtà odierna da fare quasi male.

un libro che a mio avviso merita
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