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Le recensioni più utili
4.0 su 5 stelle
divertente,
Di BARALDO LORENZO (Bologna) - Visualizza tutte le mie recensioni
Questa recensione è su: Io, Ibra (Brossura)
Si legge d'un fiato. Chiaro che non siamo di fronte a una bandiera, ma forse a un esempio di quello che i soldi nel calcio hanno creato, ma Ibra e' un personaggio e alcune pagine sono divertenti. Non so se consigliarlo, certo che non si poteva non leggere!!!
4.0 su 5 stelle
ibra dal di dentro,
Questa recensione è su: Io, Ibra (Brossura)
Bello, letto quasi tutto d'un fiato. Consigliato a chi ama il calcio e ama scoprire la vita dei grandi campioni.
5 di 7 persone hanno trovato utile la seguente recensione
4.0 su 5 stelle
Zlatan, atteggiamento vincente,
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Questa recensione è su: Io, Ibra (Brossura)
Chi segue il calcio pensa di conoscere Ibrahimovic, che è oggettivamente uno dei più forti attaccanti del mondo. In realtà, chi segue il calcio, Ibra lo conosce solo di nome.Invito tutti i calciofili a leggere questa autobiografia scritta con il gusto di mettersi in gioco. E' una continua provocazione a quanto pensiamo di saperne su quello che ruota intorno allo sport più bello del mondo. Qui non si parla di Ibra alla Juve al Milan o al Barcellona, qui si parla di un ragazzo che dal buio più nero è arrivato ad essere il calciatore più pagato del pianeta, continuando testardamente ad essere semplicemente se stesso: è questo il grande messaggio che Zlatan ci dà, essere se stessi sempre e comunque. Ladro di biciclette, sbarbatello svogliato a scuola, balbuziente e testimone di una situazione famigliare da Telefono Azzurro, Zlatan è passato per una miriade di situazioni accomunate da un unico elemento: lui era l'estraneo, il diverso da demonizzare in difesa della società svedese, con le sue regole di perfezione assoluta nei modi, nei comportamenti e...nelle giocate. E' dall'essere se stesso in un gioco, il calcio, che Zlatan ha capito che cambiare la propria natura non è produttivo, ma tarpa le ali. Lo vediamo passare per un'infinità di squadrette svedesi, finché il Malmoe lo acquista per poi venderlo profumatamente all'Ajax. Luciano Moggi lo adocchia e lo porta alla Juve. Nasce la Zlatanmania. Alla Juve di Capello deve gran parte del suo successo e solo uno scandalo inventato lo costringe ad abbandonare i colori bianconeri. Passa a all'Inter, che grazie a lui torna a vincere lo scudetto che mancava da anni. Ne vincerà tre. Finché si stuferà e deciderà di fare il salto della vita. La squadra più forte di tutti i tempi lo compra. Ma qui non è come dovrebbe essere. Non vado oltre, perché l'avventura al Barcellona merita di essere letta seguendo le sue parole. Per chi pensa che è oro tutto ciò che luccica.
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