Prima esperienza a tu per tu con il mondo dei vampiri. Ho voluto iniziarmi a questo mondo dal libro che è ritenuto un po' il padre di tutti i racconti sul tema.
Approcciandomi a questo libro avevo impresse nella mente le scene del film con Will Smith di appena 4 anni fa. A fine lettura posso dire che non è più così, per fortuna. Quella che Matheson ci racconta è ben lungi dall'essere la romanzata storia dal finale smielato che ci hanno riproposto quelli di Hollywood. Robert Neville non è quel personaggio perfetto e politicamente corretto che ci fanno trasparire dal film ma tutt'altro e ciò lo rende sicuramente, per certi versi, anche molto più affascinante.
Quella di Matheson è fondamentalmente la storia di un uomo e di tutto il suo mondo interiore. Entrare nei panni del protagonista è stata la prima cosa che mi è successa dopo poche pagine di lettura. A quel punto le sue emozioni, le sue paure, le sue sensazioni, la sua disperazione erano anche le mie.
Stupendi poi i suoi due incontri rispettivamente con un cane e una donna. Matheson seppur con uno stile semplice, per nulla elaborato, caratterizzato da frasi brevi e altrettanti periodi, riesce sempre a trovare la parola migliore per descrivere un'immagine, piuttosto che un'emozione. E molti tratti del libro riguardanti questi suoi due incontri sono davvero commoventi.
Il finale poi, di cui non anticipo nulla, è tutto da gustare. Le ultime pagine mi hanno emotivamente colpito parecchio.
Non posso che consigliare questa vera e propria pietra miliare della letteratura, perché è così che lo considero. D'altronde un romanzo che a più di 50 anni viene ristampato con un ritmo come quello di Io sono leggenda non può che essere considerato diversamente. 50 anni che tra l'altro non dimostra assolutamente. Un libro soprendente che non può mancare nelle librerie di ogni buon lettore, che sia un appassionato di fantascienza o meno, perchè questo libro va molto al di là del semplice romanzo di genere.
Per chi fosse interessato so che ne hanno tratto anche varie versioni cinematografiche ma consiglio solo la prima in ordine cronologico perché, seppur non l'abbia ancora vista, sembra essere quella più fedele al romanzo: L'ultimo uomo della terra di Ubaldo Ragona (1964).