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1.0 su 5 stelle
Saltare nel ridicolo, 11 gennaio 2011
Questa recensione è su: Jumper (Blu-ray)
Vedendo quanto male va il mondo uno cerca di consolarsi pensando a Kant, Einstein, Moana Pozzi e a tutti quelli che si sono adoperati per renderlo un posto migliore. Ma davanti a un film come questo ti viene da perdere ogni speranza per il raziocinio dell'umanità. Provincia Usa. Un ragazzotto si rende conto di essere un jumper. Cosa sia un jumper non è chiarissimo, nel senso che il ragazzotto comincia a saltabeccare a destra e a sinistra, ma noi non capiamo se si tratti di teletrasporto o di un'altra dote paranormale. Comunque, decide di usare la dote per farsi gli affari propri. Entra nel caveau di una banca e arraffa tutti i soldi che può. Pochi anni dopo, cresciuto, (lo interpreta, male, l'antipatico Hayden Christensen, già Anakin Skywalker nei prequel di Star Wars) lo ritroviamo ricco sfondato e dedito a una vita da sogno. Però c'è un ma: in giro ci sono altri jumper e sono cacciati dai Paladini, una setta di integralisti fanatici per i quali nessuno può possedere poteri che spettano solo a Dio. Il cattivissimo capo dei Paladini è interpretato da un incredibile Samuel Jackson con i capelli tinti di bianco impegnato in una performance che resterà l'abominio della sua carriera. Da qui in poi, è tutto un insensato zompare per il mondo. Inutile parlare di trama. Anche perché il finale aperto - o per meglio dire irrisolto - fa capire che questa schifezza doveva essere l'inizio di una serie. Fa ben sperare che siano passati 3 anni senza che se ne sia fatto niente. Eppure "Jumper" ha i suoi motivi di interesse. Fa capire quanto in basso sia rotolata l'industria cinematografica Usa. È raro - e lo sarà sempre di più - vedere qualcosa che non si basi su supereroi, vampiri o che non sia un remake. O che non sia infarcito di effetti speciali. In questo senso, c'è da temere che il film rappresenti un punto di non ritorno. Al livello infimo della sceneggiatura - qui davvero indecente - corrisponde lo sbordare dei trucchi. Certo, l'incapacità del regista ha fatto sì che "Jumper" lasci comunque una sensazione di povertà, di prodotto televisiva. E il pubblico non ha granchè gradito. Ma se qualcuno aveva dato via libera alla produzione di una roba simile investendoci dei soldi, significa che la strada è ormai irreversibilmente in pendio.
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