Un film che è una metafora, un'allegoria, un figura retorica ambulante. Ottimo il debutto al cinema per Gian Alfonso Pacinotti, da sempre Gipi. La sua capacità di raccontare e comunicare era nota a tutti, nei fumetti, negli scritti del blog, nelle mini vignette per l'Internazionale, e prima della "vera regia" anche nei video amatoriali pubblicati sul suo canale youtube. Un vero maestro, e si riconferma tale anche con la telecamera professionale in mano. Inquadrature che sono occhi di bambino, inquadrature per palati fini. In questa storia c'è tutto. Il dramma, la tristezza, la speranza, la felicità, il passato, il futuro. Buona la recitazione, buona la sceneggiatura, buona la fotografia, perfetta la regia, emozionanti le scenografie. Gli attori sono stati scelti con cura, è tutto curato nei minimi dettagli, o almeno questa è l'impressione che dà. Ci si vede tanta passione, tanto amore, tanto sudore. E' uno di quei film che quando finisce ti viene da guardare i titoli di coda fino alla fine, fino in fondo, leggendo tutto, con un sorriso amaro sulla bocca. Grazie!