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Le recensioni più utili
1 di 1 persone hanno trovato utile la seguente recensione
4.0 su 5 stelle
ma sto schiaffo.... ha fatto bene o ha fatto male?,
Di LeleLovesBlues (Torino) - Visualizza tutte le mie recensioni
Questa recensione è su: LO SCHIAFFO (Bloom) (Brossura)
partendo da quest' episodio (lo schiaffo dato da un partecipante della festa ad un bambino particolarmente molesto) si ha un racconto corale degli invitati che saranno poi i protagonisti principali...loro stessi, quando inizieranno a parlare, faranno si riferimento al suddetto schiaffo dando anche il proprio parere, ma racconteranno anche altre parti delle loro vicende personali che in un modo o in un altro s' intrecceranno agli altri protagonisti che hanno parlato prima e/o dopo di loro... a loro modo sono interessanti tutti quelli che hanno voce in capitolo (è il caso di dirlo!)... lettura consigliata!
2 di 4 persone hanno trovato utile la seguente recensione
1.0 su 5 stelle
Il peggior libro degli ultimi anni,
Questa recensione è su: LO SCHIAFFO (Bloom) (Brossura)
Personaggi mediocri, mediocremente raccontati. Una trama narrativa inconsistente (ad onta delle oltre cinquecento pagine), sviluppata con stile banale, a tratti irritante. Sembra il prodotto di un adolescente in preda a foia letteraria (e non solo letteraria), e invece viene presentato come "uno dei tre o quattro migliori romanzi del nuovo millennio", con un corredo di citazioni, riportate in copertina, che arrivano a scomodare Jonathan Franzen, Mordecai Richler, addirittura Don De Lillo e Philip Roth, quali (improbabili) pietre di paragone per questo che resta, viceversa, un insulso ed inutile romanzetto. Ovviamente la critica italiana ha ripreso "acriticamente" questi immotivati paragoni letterari, pubblicando a sua volta recensioni entusiaste, esibite dall'editore in una girandola di citazioni, richiami, aggettivi e giudizi che meriterebbero una sanzione per 'pubblicità ingannevole' da parte delle competenti autorità.Eppure basta leggere una sola pagina di un autore 'vero' (io mi sto riprendendo dallo sconforto con "La controvita" di Roth) per cogliere la differenza, per vedere "il re nudo" che si nasconde dietro il sontuoso vestito di immotivate benemerenze del quale 'Lo Schiaffo' si ammanta. C'è chi fa della grande letteratura usando un linguaggio 'crudo' e chi, sulla crudezza del linguaggio, cerca di costruire un lavoro letterario che però null'altro offre al lettore. Scrivere di sesso senza risultare scurrili o - peggio - infantili è assai difficile, ed è qui che si misura il genio. Philip Roth (per citare solamente uno degli Autori inopportunamente evocati dai cantori de 'Lo schiaffo') lo fa, senza giri di parole, ma con la sagacia e l'ironia di un grande narratore; Christos Tsiolkas, invece, in questa direzione di strada ne deve fare ancora molta. Forse troppa, visto che, nonostante lo stile ostentato, non è propriamente adolescente. Insomma, uno dei peggiori libri letti negli ultimi anni. E io - credetemi - ne leggo molti.
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