Simonetta Agnello Hornby ha la stoffa della grande romanziera, sa sviluppare il racconto come se fosse la lenta pittura di un quadro, aggiungendo man mano notizie e dettagli con rara maestria, in questo modo inducendo il lettore a intravedere la storia e contemporaneamente a formarsi una sua opinione dell'accaduto. Il romanzo ha anche un valore storico, vi è infatti descritta la Sicilia degli anni '50-'60, la vita di paese con tutte le sue "regole" interne, la gente di quell'epoca con i suoi perbenismi, le dicerie, l'omertà. Insomma, per dirla con una sola parola cara a Sciascia, la sua sicilianità.
La stesura del romanzo risente anche dell'attività professionale dell'autrice: Agnello Hornby, una matura signora di origini palermitane ormai naturalizzata inglese per matrimonio, da trent'anni svolge l'attività di avvocato, occupandosi principalmente dei diritti delle donne. Infatti il romanzo è svolto con la caratteristica del genere 'noir', riuscendo con questa ad attirare l'interesse del lettore. La figura della protagonista principale del romanzo, Maria Rosalia Inzerillo, detta la Mennulara (cioè raccoglitrice di mandorle, lavoro che svolgeva da giovinetta), nasconde dei segreti che, pur se intuibili fin dall'inizio della storia, verranno rivelati man mano. Il lettore prosegue la lettura avvinto dalle vicende che si susseguono, spinto dalla curiosità di riuscire a capire che cosa nasconde la cameriera-padrona, che ha dedicato la sua vita alla famiglia di Orazio Alfallipe. Ne esce il quadro di una donna passionale, astuta, intelligente e volitiva, capace di accrescere la propria cultura con la fatica quotidiana e di accumulare un notevole patrimonio, salvaguardandolo dall'incapacità della famiglia, che senza la sua amministrazione lo avrebbe perso. La descrizione di questa figura di donna è rispettosa e carica di umanità. Il linguaggio è particolare: i dialoghi risentono del modo di parlare dei siciliani e sono frequenti i termini vernacolari. E' un libro veramente da 5 stelle!