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5 di 5 persone hanno trovato utile la seguente recensione
3.0 su 5 stelle
Fra i tanti "non attori" preferisco Celestini,
Di
Questa recensione è su: La Pecora Nera (DVD)
Il cinema italiano è stracolmo di "non attori". Si va dai personaggi di altro spettacolo, comunque talentuosi, alle vere e proprie nullità, come la povera ritardata che ha partecipato al reality di moda, il belloccio che non ha mai il tempo di radersi perché deve sparare sentenze su qualunque cosa, o infine la soubrette straniera sempre sorridente, che dopo averci perseguitato con gli spot pubblicitari (gestori telefonici, ovviamente), sanremi, scemeggiati, "deve" necessariamente approdare al "grande schermo" (si fa per dire) e propinarci la sua insulsaggine anche da lì, prima di cadere nel dimenticatoio o nell'harem di qualche tycoon con ansia da prestazione.In questo poco rispettoso panorama, fatico a comprendere le astiosette osservazioni sul "non attore" Celestini. E' vero che fa sempre la "stessa parte", è vero che dirigere un film non è come organizzare un monologo (o quasi) a teatro, ed è pure vero che, nel film, la voce che va parallela alle immagini spesso non è raccordata con le immagini stesse. Vorrei allora replicare che: 1) molti attori, anche grandi, erano legati ad un ruolo: anche Amedeo Nazzari non voleva fare mai il "cattivo" (chi sa quando invece lo ha fatto?), e di Gassman qualcuno è arrivato a dire che era "sempre se stesso", perché dunque Celestini non può essere sempre dalla parte dei "vinti"? 2) di attori-registi di provenienza teatrale è piena la storia del cinema, dai tempi di Meliès; Celestini si propone dal teatro al cinema come "autore": la parola ce l'ha, eccome, la presenza pure, perché commette un sacrilegio se realizza un film? 3) (e qui mi mandate a nozze) se confondiamo la voce "off" con la voce "over" (extradiegetica per antonomasia) di cosa vogliamo parlare? ma questa è accademia, la realtà è che Celestini usa la voce come un ulteriore elemento costitutivo del film : immagine, dialogo, musica, suono, montaggio e, appunto, "voice over". una sorta di controcanto non musicale alla rappresentazione filmica tradizionale. ovviamente può piacere o meno, può essere riuscito oppure no. ma è questo, non altro. e allora, viva Celestini, anche al cinema! nell'epoca del "c'è posto per tutti" (scommettete che fra poco vedremo "recitare" anche la malfamata Ruby?), quando i record di incasso toccano a tale Zalone, e i cineforum replicano cosette come "Genitori e figli, istruzioni per l'uso", Celestini e il suo "doppio" Nicola (che fenomeno Giorgio Tirabassi!) sono dei giganti : poetici, ironici, amari, purtroppo veri. E danno fastidio, come sempre
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