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La carta e il territorio [Brossura]

Houellebecq Michel
4.3 su 5 stelle  Visualizza tutte le recensioni (3 recensioni clienti)
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Descrizione del libro

21 settembre 2011 I grandi tascabili (Libro 1173)
Se Jed Martin, il personaggio principale di questo romanzo, vi dovesse raccontare la sua storia, probabilmente vi parlerebbe della rottura della propria caldaia, avvenuta un certo 15 dicembre. Oppure di suo padre, architetto noto e stimato, con cui era solito trascorrere solo la vigilia di Natale. Ricorderebbe certamente Olga, una russa molto carina incontrata all'inizio della sua carriera, in occasione di una mostra delle sue fotografie delle carte stradali della Michelin. Tutto questo avveniva prima che arrivasse il successo mondiale con la serie delle opere dedicate ai "mestieri", ritratti di personalità di diversi ambienti (fra cui lo scrittore Michel Houellebecq), colte nell'esercizio della loro professione. Dovrebbe dire anche come ha aiutato il commissario Jacelin a chiarire un'atroce storia criminale che ha sconvolto la polizia. Sul finire della sua vita, Jed Martin arriverà a una certa serenità ed emetterà solo dei mormorii. L'arte, il denaro, l'amore, il rapporto col padre, la morte, il lavoro sono solo alcuni dei temi di questo romanzo, decisamente classico eppure, evidentemente, contemporaneo, in cui Michel Houellebecq, con la consueta implacabilità, ritrae la condizione umana.

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Dettagli prodotto

  • Brossura: 415 pagine
  • Editore: BOMPIANI (21 settembre 2011)
  • Collana: I grandi tascabili
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8845268365
  • ISBN-13: 978-8845268366
  • Peso di spedizione: 440 g
  • Media recensioni: 4.3 su 5 stelle  Visualizza tutte le recensioni (3 recensioni clienti)
  • Posizione nella classifica Bestseller di Amazon: n. 31.517 in Libri (Visualizza i Top 100 nella categoria Libri)

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Le recensioni più utili
7 di 7 persone hanno trovato utile la seguente recensione
5.0 su 5 stelle Vita d'artista 28 marzo 2011
Di Massimo
Formato:Brossura
"Forse questo sarà il mio ultimo romanzo, un romanzo sulla vecchiaia e la fine" dice Houellebecq in una delle ultime interviste rilasciate. Impossibile dargli torto, ma sarebbe troppo semplicistico ridurre tutto a ciò. Come altrettanto fuorviante sarebbe farsi trascinare dalle polemiche che sembrano inesauribili quando si parla di H. o di un suo romanzo, lo si è accusato anche di plagio per avere copiato alcune righe da wikipedia.

Il romanzo, dalla trama insolitamente complessa per H., ha come centro nessuno dei personaggi tra cui se stesso, o quello che noi immaginiamo sia H. o quello che ci viene detto essere H., ma l'irreversibile, inevitabile destino di ogni essere umano. "Gli esseri umani non sono fatti per vivere a lungo. Al massimo trenta o quaranta anni". Forse un poco di più verrebbe da dire, ma poco cambierebbe nella sostanza. Il destino è comune, la nascita, la crescita, la decadenza, la vecchiaia, la fine. (Verrebbe da dire come Soriano "Triste, solitario y final).

Ed è un H. che a dispetto del cinismo, dell'ironia feroce che ha intessuto i suoi precedenti romanzi, pur tuttavia presente ma stemperata, si mostra più che a nudo, scarnificato, inaspettatamente addolcito o solo vinto, incontenibilmente lucido dinanzi alla idea della morte, plasmato e palpitante di ricordi e di una rinnovata quanto inaspettata meraviglia, quando Jed (uno dei tanti alter ego di H.) l'artista pittore fotografo tornerà dopo una sorta di vero e proprio esilio ritiro volontario dalla vita del paese della Cruze, a far visita dopo venti anni nella piccola cittadina e la troverà cambiata. Parte di una società, di un Paese che per uscire dalle tante crisi economiche succedutesi devastanti ed in barba a tutte le previsioni degli economisti avrà recuperato la propria essenza rurale, contadina anche se mediata e rivalutata turisticamente.

Insomma, un'ipotesi quasi messianica, sembra aprire un poco il respiro al lettore di questo romanzo non certo privo di cruenti colpi di scena e deflagranti storie d'amore che tuttavia implodono dinanzi all'incapacità di Jed di abbandonare, e perché avrebbe dovuto, il proprio destino di artista.

Perché, ecco, uno dei temi, che a questo punto non sono né centrali né periferici o marginali, ma sovrapposti come carte di un castello fragilissimo, più approfonditi è certamente quello del destino dell'artista, del suo essere dentro e fuori il mondo che vorrebbe rappresentare, perfino nell'incubo, nell'ossessione patologica e deviata.

Jed vivrà fino all'ultimo giorno creando opere che non sono quadri, né fotografie né installazioni, né esempi di graphic-art, creando opere che non ci è dato sapere se riscontreranno il successo sia delle sue prime fotografie o dei quadri dedicati ai personaggi celebri, tra cui lo stesso H., o ai mestieri che tanto lo avevano reso ricco, ne continuare anche nell'ultimo giorno della sua vita, ricordando quasi incidentalmente i volti ed i corpi delle donne che ha amato, a creare le sue opere, impaziente forse di quella morte che ne ha pervaso la vita a lui come ai tanti personaggi (verrebbe da dire sfaccettature, riflessi, proiezioni di quel geniale caleidoscopio di sensibilità che è H.) che scivolano in maniera più o meno dolorosa sino alla decadenza, perfino di un'epoca di una società, alla malattia, alla solitudine ed alla fine.
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1 di 1 persone hanno trovato utile la seguente recensione
Formato:Brossura
Jed Martin è un artista visuale – si considera un pittore, ma utilizza tecniche diverse assecondando le esigenze del momento – che raggiunge il successo di critica e pubblico riprendendo o dipingendo in modo maniacale gli oggetti e le figure della società contemporanea. Ma è anche un individuo mediocre, anaffettivo (un po’ per indole, un po’ per formazione) e incapace di instaurare un qualsiasi rapporto umano fino ai limiti della misantropia: un cuore freddo che si riflette nei soggetti e nella realizzazione delle sue opere. Fin troppo facile ravvisarne le somiglianze con lo scrittore francese, almeno con l’immagine che quest’ultimo si ostina a dare di sé: Houellebecq non si cura di dissimularlo e anzi raddoppia, mettendo sulla scena anche se stesso, in una sorta di gioco di specchi tra i due personaggi. Curando al minimo la storia, che qua e là ha qualche cedimento, l’autore utilizza la vita di Jed per il consueto sguardo caustico sull’uomo occidentale e i suoi modi di vivere, senza risparmiare stilettate a destra e a manca che il lettore è poco propenso a credere appartenenti solo alla finzione, come affermato nella nota finale. Vista l’occupazione del protagonista, è inevitabile che le considerazioni sull’arte occupino numerose pagine: pittura e architettura, ma anche il mestiere di scrivere, tanto che l’intera terza parte è in fondo la parodia di uno dei generi in voga in questo momento, il noir. Insomma, il romanzo avrebbe tutto per risultare sbagliato o quantomeno antipatico e , invece, si fa leggere con grande piacere: si entra velocemente in sintonia con lo sguardo in questo caso più sconsolato che feroce dello scrittore e il fatto che neppure la scrittura abbia particolari pregi in sé non fa che rafforzare la convinzione che la capacità narrativa di Houellebecq si esprima qui a livello davvero mirabile.
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4.0 su 5 stelle great book 17 gennaio 2013
Formato:Brossura|Acquisto verificato Amazon
I use to read lot of books. This book deserves the time it takes to read it. Really. Houellebecq has been a really good discovery. Highly recommended!
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