Dopo aver letto il "breve ma intenso" Dove nessuno può arrivare, non potevo farmi mancare quest'opera. Qui Rubin conferma tutto il suo talento straordinario di narratore. Unito al suo tratto unico, ruvido e grottesco, riesce a parlare di malinconia con una triste leggerezza che rende l'opera ancora più straniante e per certi versi affettuosa. Sin dalla copertina, che pone lo spettatore in soggettiva, sembra che il volume narri storie di altri individui per far riflettere un po' sulle tristezze di ciascuno di noi.
Sono storie di abbandoni, di incomprensioni; sono storie quotidiane che non risparmiano nessuno: non può dirsi indenne ai dubbi ed alla malinconia né il supereroe, né il vecchio saggio Sigfrido.
E' un'opera intimistica davvero bella ed intesa che vi consiglio particolarmente. Non fosse altro per conoscere meglio questo ragazzo che sta facendo davvero molto bene.
Complimenti anche alla Tunuè per averlo portato in Italia e per avergli dato una confezione all'altezza della storia.