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L'eretista (Madeleine)
 
 
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L'eretista (Madeleine) [Rilegato]

Chiara Daino
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Descrizione prodotto

Sinossi

Cosa unisce Omero e la Duchessa Anna Vreizh di Bretagna alle mafie che sottendono lo spettacolo italiano contemporaneo? Chi sono i membri del Boddah e quale patto, stipulato nel maggio del 1929 nel Cimitero di Hazlehurst, condannò a morte il grande chitarrista Robert Johnson? Da dove nasce la maledizione del 27? Inoltratosi in un labirinto umano di musicisti e matematici, scrittori e papponi, giudici e poeti, editori e psichiatri, il caporedattore del periodico Gelb è vittima di un rompicapo creato, con sadica perversione, da una donna maniacale spalleggiata da una cerchia di anime compiacenti. Nello spazio limitato di ventisette giorni, la sua indagine fornirà materiale crudo e vivo per un resoconto che affonda l'occhio nella parte più oscura del mondo delle arti e dello spettacolo.

Dettagli prodotto

  • Rilegato: 272 pagine
  • Editore: Sigismundus (1 ottobre 2011)
  • Collana: Madeleine
  • ISBN-10: 889735906X
  • ISBN-13: 978-8897359067
  • Media recensioni: 5.0 su 5 stelle  Visualizza tutte le recensioni (1 recensione cliente)

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5.0 su 5 stelle PAROLA DI PASCÀL, 2 novembre 2011
Questa recensione è su: L'eretista (Madeleine) (Rilegato)
Alloggio di Pascàl, via Trebisonda 29, Genova, ore 19.37

«Anche io so tenere un compasso in mano, ma non per questo mi definisco geometra!»
Ci sei riuscita. Ci sei riuscita davvero, Milla. Il tuo romanzo è finalmente uscito in libreria, pubblicato dalla Sigismundus Editrice, ed è un vero e proprio spettacolo. Uno spettacolo per gli occhi e per la mente: a cominciare dalla copertina, firmata all'artista Degen Barden [autore tra l'altro anche dello splendido trailer promozionale del libro], che introduce il fortunato lettore nel mondo che sei riuscita a raccontare con parole semplici e dirette, chiare e disilluse, colme di metafore ma giammai pretestuose.
Ho riso ricordando gli episodi che narri e che ti hanno visto protagonista, ho tremato leggendo capitoli in cui la tua storia si lega indissolubilmente alla realtà del mondo dell'Arte che affronti ogni giorno e di cui denunci le nefandezze e le ipocrisie, ho brindato con te all'Alba che ti vedrà protagonista di tutto quello che meriti. Ho sperato che fosse un libro senza fine, tanto sono riuscito a perdermi tra le tue pagine e le tue parole.
Ricordi, Milla? Ricordi quanti discorsi fino al mattino sulle realtà italiane, quelle realtà quotidiane che ti straziano l'anima e contro cui continui a lottare? Ricordi quante risate mentre ti raccontavo di quella volta in cui, dopo una gara di Pastis, entrai nel frigorifero della mia cucina? Leggendo la storia che sei riuscita così agilmente a costruire e orchestrare, mi sono tornate alla mente tutte le persone che ho conosciuto in questi dieci anni, da quando ci siamo incontrati per la prima volta a Crevari, sul palco del Tomerc. Ho rivissuto l'allegria con cui passavamo dal dialogare di Pratchett e di Pampero, di Bowie e di Baudelaire, di sushi e di Sheldon, e ho rivissuto immediatamente ogni singolo secondo scomparso. Immergendomi nelle pagine che compongono l'Eretista, mi sono trovato imprigionato in una trama affascinante e ammaliante, colma di colpi di Scena e Sipari scolpiti, che mi hanno trascinato per l'ennesima volta nel tuo mondo e nella tua vita.
Non è facile essere te, non lo è mai stato. Sei solo tu. Tu che non ti limiti a fare, ma che prima di tutto vuoi Essere. E ogni parola, ogni periodo, ogni paragrafo trasmette un'emozione che travalica l'apparenza, trascende la purezza, trasmette la tua appartenenza a quel mondo dell'Arte che è oramai stato dimenticato. Sei sempre stata restìa a voler imparare qualcosa che sapevi non ti appartenesse, e non ho potuto non pensare a te giusto oggi, quando ho sentito un collega informatico raccontarci della moto nuova, appena acquistata, e delle sue mirabolanti avventure da motociclista. Non ho potuto non pensare a te, e nella mia testa si è formata la tua voce, cristallina e perentoria: «Noi motociclisti? Anche io so tenere un compasso in mano, ma non per questo mi definisco geometra!»
Grazie, Milla, per averci regalato con l'Eretista la tua accusa ad un mondo in cui tutti si ritengono capaci di fare tutto, al punto che ho ancora davanti a me i tuoi occhi stupefatti di fronte al prodigio di una michetta fatta ad Arte dal tuo panettiere di fiducia. Grazie, Milla, per continuare a lottare per quel Domani in cui credi, quel Domani che cerca di sottrarti la massa di hobbisti contro cui quotidianamente ti scagli, con cervantiana memoria. Grazie, Milla, per la purezza che.
Ti scrivo queste poche righe dal baricentro di una settimana che scorre parallela ai giorni che ci separano, quando ci ritroveremo ancora con due beck's in mano a raccontarci di come i conigli sulla luna abbiano segnato il destino di troppi.
Con immutato affetto,

Pascàl

P.S. Potifar, dal suo cuscino caldo e posizionato sul bracciolo destro del divano, emette strane fusa ogni volta che apro la porta del frigorifero. Ho come l'impressione che mi derida, ma non so quanto tu gli abbia raccontato dei miei trascorsi. Forse, dopotutto, anche lui sente solo la mancanza della tua Voce.
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