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L'ospite: Pullman, divani e autostop all'inseguimento delle elezioni americane Copertina flessibile – 12 ott 2012

4 su 5 stelle 11 recensioni clienti

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Descrizione prodotto

L'autore

Andrea Marinelli è un giornalista italiano e vive negli Stati Uniti. Nato a Perugia durante i mondiali dell’82, non poteva che crescere giocando a calcio e tifando per la squadra della sua città. Ha vissuto troppo poco a Parigi, Lisbona, Bruxelles, Firenze e Roma, poi si è trasferito a New York, da dove ha lavorato per Il Sole 24 Ore, Radio 24, Il Manifesto, Libero, Il Riformista, Rivista Studio e Rai3. Oggi lavora al Corriere della Sera e di tanto in tanto interviene a Radio3 e Rsi, la radio della Svizzera italiana.

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Dettagli prodotto

  • Copertina flessibile: 258 pagine
  • Editore: CreateSpace Independent Publishing Platform (12 ottobre 2012)
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 147935838X
  • ISBN-13: 978-1479358380
  • Peso di spedizione: 340 g
  • Media recensioni: 4.0 su 5 stelle  Visualizza tutte le recensioni (11 recensioni clienti)
  • Posizione nella classifica Bestseller di Amazon: n. 65.302 in Libri (Visualizza i Top 100 nella categoria Libri)
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Recensioni clienti

Principali recensioni dei clienti

Formato: Formato Kindle Acquisto verificato
"L'ospite" parte come reportage politico durante le primarie repubblicane, ma questo non è che il motivo conduttore di una storia affascinante e coinvolgente che trascina, pagina su pagina, verso nuove avventure. Ad un certo punto ci si accorge che interessano di più le esperienze di vita di questo strano mondo con cui entra in contatto Marinelli. I racconti che si susseguono come tante pietre incastonate propongono immagini di un'America sconosciuta, di donne e uomini anonimi che diventano per una sera protagonisti. Lo stile asciutto ed efficace riesce con poche pennellate a presentare personaggi e luoghi in modo vivo e immediato. La prima sensazione che si prova è di essere sul posto, di vedere, ascoltare e vivere più che di leggere. Un libro, insomma, che si legge tutto d'un fiato, con il timore ma anche il desiderio di arrivare alla fine. Perché il timore? Perché si teme di non poter stare senza la compagnia delle sue storie, ecco perché!!
Assolutamente da non perdere!!!!
Erminia
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Di FG il 17 dicembre 2012
Formato: Copertina flessibile Acquisto verificato
Devo ammettere che forse il mio giudizio è in parte influenzato dal fatto che mi aspettassi "di più" sul fronte CouchSurfing, mentre effettivamente le primarie del partito repubblicano sono l'argomento principe, che è stato ben analizzato (anche se forse qualche cenno iniziale in più sul modello di voto americano non avrebbe guastato).
Ho trovato invece piuttosto fastidioso lo stile di scrittura nella prima parte (fino al cap. 9), in cui la fanno da padrone dei periodi brevissimi ("Ha un portamento ingobbito, da maniaco. Non si capisce cosa ci faccia qua. E' dell'Illinois ed è venuto a Las Vegas anni fa, senza motivo. Me lo dice alzando le spalle. Non lavora perchè è noioso. E' un couchserver che non surfa e non fa surfare sul suo divano.")
La seconda parte del libro invece è molto più piacevole ed interessante, e presenta anche molti meno errori di battitura/revisione, anche se purtroppo nemmeno qui scompare la forma transitiva del verbo "rimanere" ("mi ha rimasto solo 2 dollari") che, sebbene tipica nella parlata umbra, stona decisamente in un libro.
Rimane comunque un libro interessante, resoconto di un'avventura coraggiosa e meritevole.
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Formato: Copertina flessibile Acquisto verificato
L'idea da cui parte il libro è geniale. Raccontare la campagna elettorale attraverso un viaggio particolare fatto di aneddoti e divani di semisconosciuti su cui dormire. Andrea Marinelli ha dimostrato di essere non solo un bravo giornalista, ma anche un ottimo scrittore. Ho seguito grazie ai suoi tweet la campagna elettorale quasi in diretta. Ho ritrovato la stessa passione, freschezza e immediatezza in questo libro. Consigliatissimo.
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Formato: Formato Kindle Acquisto verificato
<<Che lavoro fai>>, mi chiede l'agente Muench prima di salutarmi.
<<Il giornalista>>.
<<Ah, quindi scrivi. Ma per vivere cosa fai?>>

In queste poche battute risiede secondo me l'anima del libro. Le primarie (raccontate peraltro in modo esaustivo e a tratti divertente) diventano lo sfondo di un lungo viaggio su e giù per gli States, alla ricerca di un sogno americano fatto di rednecks, immigrati, divani e una bella dose di quel sottobosco culturale che tanti film hanno portato alla ribalta.
Un viaggio che si basa però su una condizione tutta contemporanea (quella del professionista che soffre pur di assecondare la propria passione), che lo rende quasi un manifesto della professione del giornalista. Oggi.

Mi sento di consigliare L'ospite a tutti coloro che amano la letteratura di viaggio - un pò trasversale - e che hanno voglia di sorridere leggendo le avventure di Marinelli in giro per gli Stati Uniti.

Lunica leggera pecca è un editing a tratti assente...ma che non ne compromette la lettura!
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Formato: Copertina flessibile Acquisto verificato
Andrea Marinelli è un beatnik del nuovo millennio. Avesse avuto gli anni che ha oggi – sta sui trenta – negli anni Cinquanta sarebbe finito negli States a farsi un coast-to-coast in autostop, avrebbe incontrato Ginsberg e Kerouac nei sotterranei di Frisco e con loro avrebbe sorseggiato porto con in sottofondo le voci di qualche cantante jazz, per poi commuoversi e ululare sotto la luna.

Ma Andrea è nato nell’82, e i trent’anni li ha compiuti a New York lavorando come corrispondente freelance per varie testate italiane. A NYC ci è arrivato viaggiando come un beatnik italiano del nuovo millennio, muovendosi tra erasmus, ragazza in erasmus, interrail, internship, voli low-cost e gli input di familiari o libri guida. Il tutto con una passione inestinguibile per l’umanità in fiamme che ci circonda.

L’ospite, il suo primo libro, è il frutto delle esperienze di Andrea (le scorribande), le sue aspirazioni (raccontare l’America), e del tempo di magre in cui viviamo. A mancare oggi non è solo il coraggio, ma la possibilità di vedersi pagati il viaggio e il lavoro.

D’altronde essere beatnik del terzo millennio non concede il lusso di ignorare la rete, che rischia di inaridire il viaggio tra click e notifiche, assorbendo l’attenzione del viaggiatore, invece di lasciarlo al paesaggio e al viaggio in sé.
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