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L'ospite: Pullman, divani e autostop all'inseguimento delle elezioni americane [Copertina flessibile]

Andrea Marinelli
4.0 su 5 stelle  Visualizza tutte le recensioni (11 recensioni clienti)
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Descrizione del libro

12 ottobre 2012
Il lungo cammino per le strade d’America di un giovane giornalista squattrinato, che viaggiando fra pullman e autostop finisce a dormire sui divani di ospiti generosi e bizzarri. Saranno le loro impressioni e le scelte che faranno a decidere la gara più importante al mondo, le elezioni presidenziali americane del 2012. Un’avventura che corre dalle praterie ghiacciate dell’Iowa di inizio gennaio alla calda primavera di New Orleans, attraverso primarie, comizi, stazioni, bar, casinò, articoli di giornale e cappelle matrimoniali.

«Il libro italiano più divertente e interessante sull’America di oggi è L’ospite di Andrea Marinelli. Andrea ha fatto una cosa che non ha mai fatto nessun altro e difficilmente qualcun altro ripeterà: ha girato l’America, in teoria per seguire le primarie repubblicane, senza soldi, senza assignment di un giornale, senza niente. Si è fatto finanziare il viaggio dai suoi lettori, si è fatto ospitare sui divani di case di sconosciuti grazie al couchsurfing e ha percorso migliaia di chilometri in autostop e a bordo dei terribili e pericolosi autobus Greyhound. Attenzione, non per scelta antagonista o per proporre un modello alternativo e consapevole e tutte quelle balle. Figuriamoci. Lo ha fatto, non avendo né soldi né un giornale, soltanto per la passione e la curiosità di raccontare una campagna elettorale e di vivere un’esperienza once in a lifetime che non poteva lasciarsi sfuggire. In questo modo ha incontrato un’umanità americana fuori dai riflettori, sconosciuta agli altri giornalisti che girano in aereo e dormono in alberghi (scomodi), traendone con occhio spiritato e senso dell’umorismo un racconto straordinario delle tante e diverse Americhe che compongono gli Stati Uniti. Va letto e Andrea va ringraziato». Christian Rocca, Il Sole 24 Ore, 3 novembre 2012

«Leggetelo perché, dall’inizio alla fine, l’esperienza di Marinelli è un esempio di come, a volte, l’entusiasmo, la determinazione e la buona volontà possano essere più forti della crisi economica. E perché, come ha scritto Massimo Gaggi, l’inviato del Corriere della Sera negli Stati Uniti, la freschezza del giovane perugino è capace di mettere in discussione anche i veterani della professione che storcono il naso davanti alla parola crowdfunding». Corriere della Sera, 3 novembre 2012

«Marinelli racconta le primarie dal suo punto di vista scomodo, ma anche, in qualche modo, privilegiato. A confronto con i resoconti della stampa tradizionale, gli Stati americani attraversati da Andrea sono molto di più di un tassello nello scacchiere elettorale. Si animano delle storie personali e delle opinioni dei cittadini comuni che gli hanno offerto il loro divano o magari anche solo il tempo per una breve intervista». D La Repubblica, 5 novembre 2012

«Per risparmiare, ma anche per conoscere un'America diversa da quella dei soliti circuiti, Marinelli ha dormito sui divani di ospiti generosi e bizzarri, parlando in prima persona con gli elettori chiamati a scegliere il futuro dell'America. Quelli la cui voce fatica a trovare spazio sui media americani, figuriamoci ad arrivare in Italia». Huffington Post, 22 ottobre 2012

«Andrea Marinelli è un beatnik del nuovo millennio. Avesse avuto gli anni che ha oggi negli anni Cinquanta sarebbe finito negli States a farsi un coast-to-coast in autostop, avrebbe incontrato Ginsberg e Kerouac nei sotterranei di Frisco e con loro avrebbe sorseggiato porto con sotto le voci di qualche cantante jazz, per poi commuoversi e ululare sotto la luna. L’ospite piacerà agli appassionati di Stati Uniti, piacerà ai sociologi, piacerà ai viaggiatori squattrinati, ma piacerà anche a chi avrebbe voluto nascere nell’epoca d’oro del giornalismo e oggi si industria per fare del viaggio e della scrittura un mestiere, e lo fa – per fortuna, forse – superando i confini del proprio ambiente familiare». No Borders Magazine, 30 aprile 2013

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Descrizione prodotto

L'autore

Andrea Marinelli è un giornalista italiano e vive negli Stati Uniti. Nato a Perugia durante i mondiali dell’82, giusto in tempo per i festeggiamenti, non poteva che crescere giocando a calcio e tifando il Perugia. A vent’anni aveva già un passato di bomber prolifico alle spalle e un futuro sulla fascia, o più spesso oltre la fascia, in panchina. Fu così che dopo sanguinose battaglie con le squadre di Piccione, Bastardo, Casa del Diavolo e Colombella, un gomito lussato, una caviglia spaccata e quattro denti rotti, decise di appendere le scarpette al chiodo e cominciare a fare il giornalista. Ha vissuto troppo poco a Parigi, Lisbona, Bruxelles, Firenze e Roma, poi si è trasferito a New York, da dove ha lavorato per Il Sole 24 Ore, Radio 24 Il Manifesto, Libero e Il Riformista. Oggi scrive per il Corriere della Sera, Rivista Studio e IL, e collabora con la Rai, Radio 3 e Rsi, la radio della Svizzera italiana.

Dettagli prodotto

  • Copertina flessibile: 254 pagine
  • Editore: CreateSpace Independent Publishing Platform (12 ottobre 2012)
  • ISBN-10: 147935838X
  • ISBN-13: 978-1479358380
  • Peso di spedizione: 340 g
  • Media recensioni: 4.0 su 5 stelle  Visualizza tutte le recensioni (11 recensioni clienti)
  • Posizione nella classifica Bestseller di Amazon: n. 85.985 in Libri (Visualizza i Top 100 nella categoria Libri)

Recensioni clienti

Le recensioni più utili
4.0 su 5 stelle Fix It Again Tony... 2 settembre 2014
Formato:Formato Kindle|Acquisto verificato
<<Che lavoro fai>>, mi chiede l'agente Muench prima di salutarmi.
<<Il giornalista>>.
<<Ah, quindi scrivi. Ma per vivere cosa fai?>>

In queste poche battute risiede secondo me l'anima del libro. Le primarie (raccontate peraltro in modo esaustivo e a tratti divertente) diventano lo sfondo di un lungo viaggio su e giù per gli States, alla ricerca di un sogno americano fatto di rednecks, immigrati, divani e una bella dose di quel sottobosco culturale che tanti film hanno portato alla ribalta.
Un viaggio che si basa però su una condizione tutta contemporanea (quella del professionista che soffre pur di assecondare la propria passione), che lo rende quasi un manifesto della professione del giornalista. Oggi.

Mi sento di consigliare L'ospite a tutti coloro che amano la letteratura di viaggio - un pò trasversale - e che hanno voglia di sorridere leggendo le avventure di Marinelli in giro per gli Stati Uniti.

Lunica leggera pecca è un editing a tratti assente...ma che non ne compromette la lettura!
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1 di 1 persone hanno trovato utile la seguente recensione
4.0 su 5 stelle una bella lettura. 3 agosto 2013
Di Stefano
Formato:Copertina flessibile|Acquisto verificato
un ottimo libro, un bel viaggio attraverso gli States. non solo il racconto delle primarie repubblicane ma anche quello delle persone incontrate lungo il viaggio. mi sento di consigliarlo.
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1 di 1 persone hanno trovato utile la seguente recensione
4.0 su 5 stelle Bello stile. Ben scritto. Si legge con piacere 29 maggio 2013
Formato:Copertina flessibile|Acquisto verificato
L'idea da cui parte il libro è geniale. Raccontare la campagna elettorale attraverso un viaggio particolare fatto di aneddoti e divani di semisconosciuti su cui dormire. Andrea Marinelli ha dimostrato di essere non solo un bravo giornalista, ma anche un ottimo scrittore. Ho seguito grazie ai suoi tweet la campagna elettorale quasi in diretta. Ho ritrovato la stessa passione, freschezza e immediatezza in questo libro. Consigliatissimo.
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1 di 1 persone hanno trovato utile la seguente recensione
5.0 su 5 stelle on the road with Andrea 18 maggio 2013
Di Erminia
Formato:Formato Kindle|Acquisto verificato
"L'ospite" parte come reportage politico durante le primarie repubblicane, ma questo non è che il motivo conduttore di una storia affascinante e coinvolgente che trascina, pagina su pagina, verso nuove avventure. Ad un certo punto ci si accorge che interessano di più le esperienze di vita di questo strano mondo con cui entra in contatto Marinelli. I racconti che si susseguono come tante pietre incastonate propongono immagini di un'America sconosciuta, di donne e uomini anonimi che diventano per una sera protagonisti. Lo stile asciutto ed efficace riesce con poche pennellate a presentare personaggi e luoghi in modo vivo e immediato. La prima sensazione che si prova è di essere sul posto, di vedere, ascoltare e vivere più che di leggere. Un libro, insomma, che si legge tutto d'un fiato, con il timore ma anche il desiderio di arrivare alla fine. Perché il timore? Perché si teme di non poter stare senza la compagnia delle sue storie, ecco perché!!
Assolutamente da non perdere!!!!
Erminia
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1 di 1 persone hanno trovato utile la seguente recensione
3.0 su 5 stelle Interessante, ma.. 17 dicembre 2012
Di FG
Formato:Copertina flessibile|Acquisto verificato
Devo ammettere che forse il mio giudizio è in parte influenzato dal fatto che mi aspettassi "di più" sul fronte CouchSurfing, mentre effettivamente le primarie del partito repubblicano sono l'argomento principe, che è stato ben analizzato (anche se forse qualche cenno iniziale in più sul modello di voto americano non avrebbe guastato).
Ho trovato invece piuttosto fastidioso lo stile di scrittura nella prima parte (fino al cap. 9), in cui la fanno da padrone dei periodi brevissimi ("Ha un portamento ingobbito, da maniaco. Non si capisce cosa ci faccia qua. E' dell'Illinois ed è venuto a Las Vegas anni fa, senza motivo. Me lo dice alzando le spalle. Non lavora perchè è noioso. E' un couchserver che non surfa e non fa surfare sul suo divano.")
La seconda parte del libro invece è molto più piacevole ed interessante, e presenta anche molti meno errori di battitura/revisione, anche se purtroppo nemmeno qui scompare la forma transitiva del verbo "rimanere" ("mi ha rimasto solo 2 dollari") che, sebbene tipica nella parlata umbra, stona decisamente in un libro.
Rimane comunque un libro interessante, resoconto di un'avventura coraggiosa e meritevole.
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4.0 su 5 stelle Molto bello 3 dicembre 2013
Formato:Formato Kindle|Acquisto verificato
Libro molto piacevole. Riesce a dare un'idea degli Stati Uniti reali senza cadere nei cliché a cui siamo stati abituati.
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