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Le recensioni più utili
3 di 3 persone hanno trovato utile la seguente recensione
4.0 su 5 stelle
commedia romantica in stile inglese,
Questa recensione è su: Love Actually (DVD)
Dagli stessi autori di "Quattro matrimoni e un funerale", "Notting Hill" e "il Diario di Bridget Jones" una commedia in stile inglese, sempre sul filo dell'ironia. Nella Londra dei giorni nostri a poche settimane dal Natale si intrecciano diverse storie d'amore, fra padri e figli, ragazzi e ragazze, mariti, mogli e amanti; alcune commoventi, altre imbarazzanti, si incastrano come tasselli di un puzzle. Film romantico e divertente, perfetto da guardare in due (con i bambini meglio di no, si parla molto di sesso), consigliato se vi sentite giù e avete bisogno di ritrovare l'ottimismo.
1 di 1 persone hanno trovato utile la seguente recensione
5.0 su 5 stelle
All I want...,
Acquisto verificato Amazon (Cos'è?)
Questa recensione è su: Love Actually (DVD)
Non parliamo sicuramente di un film campione di incasso, ma ogni volta che lo guardo mi fa sorridere...Scorre velocemente e poi il cast è ben assortito. Canterete per giorni: "All I Want For Christmas Is You" :)
1 di 1 persone hanno trovato utile la seguente recensione
2.0 su 5 stelle
vietato ai diabetici,
Di
Questa recensione è su: Love Actually (DVD)
Credo che diabetici e soggetti a dieta ipocalorica non possano neanche dare un'occhiata ai titoli di testa di questo film.Gronda amorose e dolcissime tensioni da ogni fotogramma, per dirci in 130 minuti quello che la canzone "Everybody Needs Somebody to Love" ci dice, assai meglio, in 130 secondi (scritta nel 1964 e cantata da Solomon Burke, "coverizzata" dai Rolling Sones, riscritta dal grande Wilson Pickett e infine portata nell'empireo dell'espressione universale da John Belushi e Dan Aykroyd nell'inarrivabile "The Blues Brothers"), o - se preferite - da "All You Need Is Love", di Lennon (1967), che nel film viene cantata in un strampalata cerimonia nuziale, così anche i più tardi possono essere sicuri di aver colto il messaggio... Tante storie si susseguono e in parte si intrecciano. La più fastidiosamente inverosimile quella del premier inglese (Hugh Grant, scusate se è poco...) che si innamora pazzamente della meno attraente e più scomposta delle proprie 200 collaboratrici e per gelosia manca poco che scateni una rottura dei rapporti con gli USA. La meno sdolcinata quella dell'uomo (Liam Neeson) cui tocca fare il padre del ragazzino della compagna morta: la vicenda neanche qui non sta in piedi, ma almeno assistiamo all'incoraggiante spettacolo di un adulto che fa uscire il pargolo dalle sue paure. Purtroppo, di qui la natalizia e moralistica inconsistenza del film, tutti i buoni sentimenti sono premiati dal successo mentre le pulsioni che mettono in crisi i rapporti istituzionalizzati alla fine sono riportate nei ranghi. E qui mi ribello, perché la "sfascia-famiglie" è interpretata da uno dei più riusciti esemplari della razza umana, Heike Makatsch: avere l'incommensurabile fortuna di piacere ad un simile incanto e provare sensi di colpa vuol dire prendere a schiaffi la vita stessa! Quanto sarebbe stato tutto più armonioso e congruo se il designer sposato si fosse prima invaghito (e poi pentito) della florida segretaria del premier, e quest'ultimo avesse dichiarato guerra agli USA per gli occhi della Makatsch!
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