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L'uccello che girava le viti del mondo Copertina flessibile – 12 giu 2007


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Copertina flessibile, 12 giu 2007
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Dettagli prodotto

  • Copertina flessibile: 960 pagine
  • Editore: Einaudi (12 giugno 2007)
  • Collana: Super ET
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8806188178
  • ISBN-13: 978-8806188177
  • Peso di spedizione: 680 g
  • Media recensioni: 4.1 su 5 stelle  Visualizza tutte le recensioni (43 recensioni clienti)
  • Posizione nella classifica Bestseller di Amazon: n. 67.600 in Libri (Visualizza i Top 100 nella categoria Libri)

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Recensioni clienti

Le recensioni più utili

4 di 4 persone hanno trovato utile la seguente recensione Di Francesco Camagna il 7 aprile 2013
Formato: Copertina flessibile Acquisto verificato
La storia, ambientata a Tokyo tra il 1984 e il 1985, vede protagonista il giovane Okada che riceve una strana telefonata (le prime parole le ho riportate all'inizio di questo post) da una donna misteriosa. E da lì in poi molte cose cambieranno la vita dell'uomo, a partire dalla sparizione della moglie. In poche parole, i protagonisti sono due: Okada e sua moglie; il primo si mette subito nelle sue tracce per riportarla indietro, la seconda sembra esser sparita proprio per far maturare il marito, che si trovava in una fase di stallo della vita (si era licenziato). Ma la cosa che colpisce di più, è la scrittura dell'autore: un vero e proprio scavo dentro la nostra umanità, formata da ombre e speranze, illusioni e certezze. Stupenda la simbologia del rifugiarsi dentro il pozzo: a me è sembrato il voler ritornare alla propria infanzia, dentro la pancia della madre, per ritrovare se stessi. Ecco cosa mi piace di Murakami: questa continua ricerca di comprendere meglio e più approfonditamente se stessi, in un linguaggio tra l'onirico e il fiabesco (vedi l'uccello che girava le viti), dove non capisci più quale sia la realtà e quale il sogno. E, vi giuro, non vi accorgerete per niente di aver letto la bellezza di 830 pagine.

[...]
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1 di 1 persone hanno trovato utile la seguente recensione Di Franco Luigi Rossetti il 30 agosto 2014
Formato: Formato Kindle Acquisto verificato
Con la solita perizia Haruki Murakami riesce a mescolare la realtà della vita in un Giappone moderno e "occidentale" con fantasie oniriche tanto ben raccontate da apparire credibili. Lettura da fare sempre su più livelli, raccontando la storia l'autore volutamente stimola chi legge a riflessioni che vanno oltre il seguire le vicende del protagonista e portano a considerare aspetti sociali e sfumature caratteriali sulle quali altri autori generalmente sorvolano.Come in altri suoi romanzi succede che più che partecipare acriticamente alle vicende del protagonista ci si riconosce in lui dai difetti, dai gesti del vivere quotidiano tanto simili ai nostri.
Sorvolo su riassunti della storia perchè priverebbero futuri lettori del piacere di scoprire lo svolgimento del racconto, concludo auspicando a Haruki Murakami il premio Nobel per la letteratura che gli è sfuggito di un soffio nel 2013.
E personalmente mi riprometto di visitare quanto prima questo Giappone che grazie agli scritti di questo autore mi attrae con forza.
Lo farò.
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1 di 1 persone hanno trovato utile la seguente recensione Di Luca Ciavatta RECENSORE TOP 100 il 16 ottobre 2013
Formato: Copertina flessibile
In L'uccello che girava le viti del mondo, Murakami, una volta finita la stesura del testo, non deve avere applicato una decisa e inflessibile revisione. Certo, il romanzo non presenta refusi o incongruenze, ma una ampia e decisa sfoltita avrebbe portato sicuramente giovamento al testo e concesso allo stesso una crescente e maggior spigliatezza. Come dice King (Stephen King, On Writings), qui manca la riduzione finale, quella successiva e quella successiva ancora. L'idea è notevole e la realizzazione, ottima in principio e favolosa nel finale, soffre, in tutta la parte centrale del testo, di una pedante dispersione. Murakami avrebbe potuto dire le stesse cose con la metà delle pagine, ottenendo la stessa ricchezza di dettagli, ma senza gravare così tanto sulle spalle del lettore che ne esce spolpato e stanco. Amo Murakami, adoro i suoi testi, le sue descrizioni e le sue divagazioni oniriche, di cui, tra l'altro, questo testo è ricchissimo, ma credo che qui, forse sfiancato dall'immenso lavoro di stesura, non abbia considerato una versione del testo ulteriormente levigata e addolcita, un ulteriore e, forse, necessaria limatura. Oltre le considerazioni personali e stilistiche, il testo è notevole ed è un classico Murakami, perciò da gustare e da assaporare con estrema cura. Unica indicazione propedeutica: non è il testo con cui avvicinarsi a questo scrittore, meglio partire da qualcosa di meno complicato.
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2 di 2 persone hanno trovato utile la seguente recensione Di Delta il 18 settembre 2013
Formato: Formato Kindle Acquisto verificato
proprio un bel libro e ben scritto. E' abbastanza lungo ma scorre ad una velocita' incredibile.
la cosa peggiore e' che mi manca una volta finito!!!
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1 di 1 persone hanno trovato utile la seguente recensione Di chiq il 29 luglio 2012
Formato: Copertina flessibile
Questo libro è il primo che mi è capitato di leggere di Murakami.
Mi ha completamente affascinato... Ti avvolge completamente e ti immerge in un mondo complesso, in un dedalo di misteri, personaggi bizzarri e interrogativi a cui si cerca di dare risposta.
Il finale è aperto a più interpretazioni e lascia dietro di sè una scia che fa pensare a questo libro ancora per molto tempo, con la voglia di rileggerlo immediatamente, nonostante sia piuttosto voluminoso...
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Di Pempi il 8 aprile 2015
Formato: Copertina flessibile
Per il momento, il peggior romanzo di Murakami che io abbia letto. Prima di oggi, nessuna delle opere di questo straordinario scrittore mi aveva mai fatto provare qualcosa di simile alla delusione. Questo c’è riuscito, anche se non è facile spiegare perché.
I libri di Murakami riuscivano sempre a sprigionare qualcosa di magico, di portentoso, di appassionante, partendo da elementi molto semplici, come conversazioni tra gli avventori di un locale, oggetti senza particolare importanza, quotidiani quadretti metropolitani. Questo libro qui no, perlomeno non sempre, e comunque mai con la stessa efficacia e profondità.
I dialoghi li ho trovati di gran lunga meno brillanti, i rapporti tra i personaggi non essendo quasi mai sviluppati attraverso conversazioni effettive – se non nel caso del protagonista e May –, ma essendo piuttosto affidati a monologhi, lettere, racconti, ecc.
La lunghezza del romanzo certo non aiuta, dilatando i tempi in maniera non necessaria (senza comunque mai raggiungere la noiosità) e assommando digressioni su digressioni a parti già di per sé prolisse.
Di gran lunga meno interessanti anche i personaggi, a eccezione forse di Wataya Noboru, il villain della storia, che purtroppo resta però piuttosto sullo sfondo, come una sorta di eminenza grigia sempre presente senza mai risultare in primo piano.
Questi i difetti principali che ho ravvisato nel romanzo. Rileggendo questo elenco, tuttavia, non mi soddisfa. Il mio parere negativo, in effetti, è dovuto più a una sensazione generale, a pelle, che non a un’analisi dettagliata – il che se ci penso bene vale anche per i giudizi positivi riservati agli altri romanzi.
Il voto, in ogni caso, non è disastroso, perché perfino qui ho visto sprazzi del vero Murakami, quello che in altre occasioni mi ha fatto stropicciare gli occhi.
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