Recensione
Bret Easton Ellis è il prototipo del fighetto losangelino, una specie di Tony Stark senza l’esoscheletro di Iron Man, sempre arguto e sprezzante, consapevole del proprio talento, bardo di una gioventù che di bruciato ha soprattutto i neuroni e le narici per la quantità e varietà di droghe assunte fin dall’adolescenza. Il suo esordio appena diciottenne nel 1982 con Meno di zero, cronaca spietata e un po’ compiaciuta degli sfavillanti anni Ottanta in cui è cresciuto, fu un caso editoriale e un successo planetario. I romanzi successivi (American Psycho, Le regole dell’attrazione e Glamorama per citare i più riusciti e noti) hanno confermato la sua capacitàdi rappresentare il disgusto per la mondanità e il successo attraverso allegorie al vetriolo di rara potenza letteraria e visiva. Ellis però è un ossimoro vivente, accompagna la critica misantropica dell’umanità che lo circonda alla sfrenata mania di essere sempre sulla bocca di tutti, al centro dell’attenzione. Ha un ego immane di cui non riesce a liberarsi, peculiarità e limite della sua produzione (palese in Imperial Bedrooms, inutile seguito di Meno di zero con i protagonisti invecchiati di trent’anni, per intenderci è una facile rimpatriata tra vecchi compagni di scuola). Lunar Park parte da una dissertazione sugli incipit dei suoi libri precedenti, di cui traccia un percorso di progressiva riduzione. Ellis arriva quindi alla comicissima cronaca del tour promozionale seguito a Glamorama, dove racconta con una certa vena goliardica la pulsione autodistruttiva del suo essere eterno adolescente (nella maggior parte dei casi, l’autore si presenta agli incontri in condizioni scandalose). Nell’arco delle trenta formidabili pagine iniziali, Ellis avanza in un territorio già affrontato: successo, bagni di folla, glorificazione del proprio status di baby boomer, oltre all‘atavica rabbia contro il padre, o meglio il suo fantasma visto che è morto nel 1992 – il libro è dedicato anche a lui – acuita dal fatto di esserlo diventato a sua volta, senza la maturità necessaria. Ellis si mette in gioco in prima persona, è lui con la sua famiglia il protagonista di questa storia che oltre a citare ombre shakespeariane (la casa in cui è ambientata la storia e dove occorrono singolari “incidenti” si trova in Elsinore Lane) chiama quasi direttamente in causa le atmosfere horror più riuscite di Stephen King. Infatti, terminate le prime trenta pagine introduttive, rivoltando le premesse con una lucidità agghiacciante, è l’autore stesso a spiegare la materia del romanzo e rivelare il cambio di passo repentino: “Nessuna ricerca è stata necessaria per scrivere Lunar Park. Ad esempio, non ho consultato i referti delle autopsie riguardanti gli omicidi perpetrati in quel periodo – perché, in un certo senso, ero stato io a commetterli. Al di là di quanto possano apparire orribili gli eventi qui descritti, c’è una cosa che dovete ricordare mentre stringete questo libro tra le mani: tutto ciò che leggerete è realmente accaduto, ogni parola è vera”. Dall’angoscia e dalle proprie paure è possibile ricostruire l’integrità personale? Anche se è lecito dubitare della verità di un romanziere, soprattutto quando è esplicitamente dichiarata, fidatevi di Ellis e leggete questo romanzo straordinario.
recensione di "www.bookdetector.com"
recensione di "www.bookdetector.com"
Sinossi
Quanti sono i Bret Easton Ellis di questo romanzo, in cui l'autore racconta la storia della propria vita? C'è lo scrittore Bret Easton Ellis, giovane, ricco e famoso, che viene a sapere della morte improvvisa di un padre violento proprio mentre la sua carriera naufraga in un mare di degradazione. C'è lo scrittore Bret Easton Ellis una decina di anni piú tardi, insediato in un elegante quartiere residenziale con moglie, figli e governante. C'è il Bret Easton Ellis padre di Robert Ellis jr, che tenta disperatamente di evitare il perpetuarsi di un modello distruttivo. E c'è anche uno scrittore senza nome, che è la voce interiore del nuovo Bret Easton Ellis. L'autore giura sull'assoluta verità autobiografica dei fatti narrati: veniamo cosí a sapere cosa succedeva dietro le quinte del forsennato tour promozionale per Glamorama , ma anche di un invito alla Casa Bianca di Jeb e George W. Bush, suoi grandi fan... Per amore del figlio dodicenne, lo scrittore decide di sposare Jayne e andare a vivere lontano dalla città. Ma l'idilliaca scena suburbana è funestata da fatti terrorizzanti quanto inspiegabili: a cominciare da un party di Halloween, per dodici lunghi giorni, gli abitanti della casa di Elsinore Lane sono in balia di forze misteriose, perseguitati da presenze maligne...
