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5.0 su 5 stelle
Mirabile connubio gore-black comedy, 11 aprile 2012
Far coesistere generi cinematografici tra loro apparentemente inconciliabili quali horror e comedy non è impresa da poco. Occorre il bilancino del farmacista nel dosare le due componenti perché nessuna risulti preponderante rispetto all'altra. Occorre uno script efficace, sempre in bilico tra i due estremi, in grado di alternare efferatezze a sorrisi senza scadere nel ridicolo. Occorre, soprattutto, un regista sufficientemente poliedrico a dare all'opera un tono serioso ma non troppo, della serie "è pur sempre solo un film" mantenendo però un pathos e una carica adrenalinica di assoluto rilievo.
John Landis mescola gli ingredienti alla perfezione e ciò che esce dalla pentola è un capolavoro assoluto del cinema fantastico, che riprende il mito classico del licantropo attualizzandolo in una cornice credibile e terrorizzante, dalla brughiera immersa nella foschia fisica delle location e metaforica della reticenza locale, alla tetra e solo apparentemente razionale Londra metropolitana dei mille vicoli oscuri e dei punk-mostri moderni.
Il film vive di continui stacchi tra il serio e il faceto, tra momenti di tensione estrema e humour macabro amalgamati in modo sapiente e bilanciato: lo spettatore non perde mai di vista il fatto che si tratta sempre di un film del terrore, perchè i numerosi momenti "easy" servono sì a sdrammatizzare, ma anche a rendere ancora più imprevedibili e cruente le sequenze tipicamente "gore" che colpiscono a mo' di rasoiata assassina non appena la tensione è allentata per un secondo. Ogni personaggio è studiato e sviluppato nei minimi dettagli, e tutte le figure -anche quelle secondarie, come il braccio destro dell'ispettore- risultano memorabili perchè inserite in un contesto in cui ogni ingranaggio gira alla perfezione ed in cui ciascuna situazione è funzionale al prosieguo della storia.
Nel corso degli anni si è detto tutto dei rivoluzionari effetti speciali della pellicola, e a distanza di tre decenni fa piacere notare come questi risultino ancora dannatamente realistici e convincenti, a riprova del fatto che la CGI moderna è ancora lontana dal rendere con efficacia la portata dissacratoria delle protesi in lattice che si gonfiano e contorcono ad esporre la carne lacerata. La trasformazione uomo-licantropo immortalata da Rick Baker può così esser letta anche in senso simbolico, quale metaforico rigetto del progresso e ritorno allo stato di natura, quasi che la moderna scienza sia destinata a soccombere alla natura ferina dell'uomo, contro la quale le raffiche di fucili rappresentano l'unica difesa possibile. Non più dunque l'amore e l'intelletto ancore di salvezza dell'umanità, bensì brutale istinto e "homo homini lupus" quale unica legge in una dimensione pessimista in cui la sfiducia verso istituzioni e medicina ufficiale è tangibile.
Blu-ray: il quadro visivo è a mio modo di vedere ottimo. La grana è presente in dosi elevate, ma ciò non è imputabile al riversamento in sè bensì alla particolare tipologia di pellicola usata per le riprese, che qui viene replicata pari-pari. Quello che viene offerto è in altre parole il film così come pensato da Landis nell''81, e il miglioramento rispetto alla versione dvd è chiaro sin dalle prime sequenze. La definizione è quasi sempre notevole e la colorimetria naturale e rispettosa delle scelte del regista, senza esagerazioni in termini di contrasto e luminosità. Sul versante audio la traccia inglese è (manco a dirlo) lossless e impone di essere preferita alla misera mono 2.0 delle altre lingue. Extra che propongono un interessante nuovo documentario girato per l'occasione, oltre alla consueta dotazione SD già presente nel dvd.
Imprescindibile per chiunque ami l'horror, una delle più alte vette qualitative raggiunte dal genere nell'ultimo trentennio.
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