Scritto e curato da Max Brooks, figlio di cotanto padre (Mel Brooks, ovvero Frankenstein Junior, Balle Spaziali e tanto altro ancora), il "Manuale" anti-zombi par excellence tratta di fantasy ma si prende dannatamente (e quasi sempre) sul serio. Brooks parte dal presupposto cardine del genere zombi - il non-morto romeriano che cammina barcollando ed è mosso solo dal desiderio di divorare carne umana fresca, possibilmente ancora viva - e vi costruisce sopra una disamina articolata che dovrebbe favorire la sopravvivenza del lettore in caso di attacco zombi.
Il Manuale non lascia nulla al caso descrivendo l'origine e la fisiologia del fenomeno zombi (colpa di un virus, è sempre colpa di un virus...), i suoi punti deboli e quelli di forza, l'efficacia delle varie armi e strategia contro i quattro diversi tipi di attacco possibili (da quache zombi isolato a milioni, miliardi di non-morti vaganti per il pianeta), come difendersi, attaccare e costruirsi una fortezza (in caso di vera e propria apocalisse zombi) nei vari tipi di ambienti presenti sul globo.
Inflazionato, negli ultimi anni, a causa di una sequela infinita di brutti prodotti di intrattenimento rozzo e ridicolo, il genere zombi trova nel Manuale di Brooks uno dei suoi imprescindibili capisaldi moderni (l'edizione USA originale è del 2003). Gli appassionati di horror, videogiochi ed estetica romeriana della prima ora lo troveranno adorabile e a tratti appassionante, tutti gli altri non avranno probabilmente motivo di arrivare fino in fondo con la lettura.
Due gustosi "bonus" inclusi nel manuale: una disamina di tutti gli attacchi zombi documentati dall'antichità ai primi anni del nuovo millennio, e una nota finale di Niccolò Ammaniti (esclusiva dell'edizione italiana) su come le cose siano andate molto, molto peggio nel Belpaese che negli USA quando i non-morti hanno preso a camminare sulla terra.