Mente e decisioni, di Motterlini e Guala, è un testo per il quale l'aggettivo più adatto sarebbe: necessario.
Si sentiva forte, in ambiente accademico (e non solo), la necessità di un manuale di riferimento in lingua italiana che andasse un po' oltre il testo, utile ma divulgativo, di Eber e Willinger, pubblicato per Il Mulino.
E finalmente eccolo, davvero molto ricco e denso di contenuti.
Il testo è organizzato in capitoli e il gomitolo si srotola in modo piacevole lungo tutte le pagine: a una prima parte che getta le fondamenta epistemologiche dell'economia cognitiva e sperimentale, segue una seconda in cui la casa viene costruita con una descrizione efficace dei principali ambiti di applicazione dell'economia sperimentale.
Il riferimento alla storia del pensiero ha il merito di far capire chiaramente proprio la toponomastica dell'economista sperimentale e cognitivo: dove uno abita, insomma, con riferimento alla propria visione dell'economia.
Tale aspetto non è di poco conto, se si considera il ruolo sempre più marginale che i corsi di storia del pensiero economico rivestono nel piano studi di un laureato di scienze sociali.
Il grande pregio di questo libro è la chiarezza nel disegnare un percorso, nel mettere i mattoni fatti di definizioni precise e di una sintassi esaustiva.
Il testo è colto e con continui rimandi: una piccola lacuna, forse, anche se il giudizio è chiaramente legato ai desiderata di chi scrive, sta alla fine della seconda parte, un cui ideale completamento di istruzioni all'uso e alla pratica dell'esperimento (o qualcosa del genere) renderebbe il libro perfetto.
Il celebre manuale di Bergstrom-Miller, infatti, dedicato all'economia sperimentale meriterebbe una traduzione in italiano o, per lo meno, un suo corrispettivo: accanto alla descrizione degli esperimenti di laboratorio, non sarebbe inutile trovare un piccolo manuale per istruttori sperimentali, con finalità prevalentemente didattiche.
Nel complesso, comunque, un giudizio assolutamente positivo, che si completa con un riferimento anche allo stile: piano, lineare e con una sua leggerezza. Può sembrare una banalità, ma la scelta di non inserire le note in fondo al testo e di accompagnare ogni capitolo con una bibliografia commentata a concluderlo è particolarmente efficace.
La lettura ne guadagna in piacevolezza e consente di apprezzare senza balzi d'umore la sua organicità e completezza.
Insomma, buona lettura!