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Molto forte, incredibilmente vicino Copertina flessibile – 28 apr 2005

4.1 su 5 stelle 92 recensioni clienti

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Descrizione prodotto

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Nota! Le pagine 304-305-306-307 sono stampate dall`editore diverso dallo standard. Non e un diffeto, ma una caracteristica del libro.

Recensione

Le Torri Gemelle: il cielo dopo il caos

Elena Loewenthal, Tuttolibri - La Stampa

In principio era il caos. Ma il caos è rimasto, e da quel giorno non ha fatto che diventare più scuro, profondo. Il caos è la realtà, il dolore inafferrabile, è tutto quello che non capisci né mai capirai. Lo dice bene Oskar, che cosa è il caos: «Quel segreto era il buco al centro di me stesso dove cadeva ogni felicità».
Chi è Oskar? Quante risposte possibili esistono alla domanda. E' il caos che le rende possibili. Oskar è un bambino, è ancora un bambino. Ma come dice il suo biglietto da visita, è anche: «inventore, designer di gioielli, fabbricante di gioielli, entomologo dilettante, francofilo, vegano, origamista, pacifista, percussionista, astronomo dilettante, consulente informatico, archeologo dilettante, collezionista di: monete rare, farfalle morte di morte naturale, cactus in miniatura, cimeli dei Beatles, pietre semipreziose e altro». E' anche un fan, seppure un poco scettico, di Stephen Hawking.
Abita a New York, anzi Manhattan, benché qualche rara volta sia andato anche nel Bronx e a Brooklyn. Non è però mai stato nel sesto distretto, una specie di Atlantide metropolitana da cui s'è fatto appena in tempo a trascinare via Central Park, prima che sparisse. Del resto, diceva a Oskar suo papà, come non pensare che Central Park venga da un altro mondo?
Il papà di Oskar è morto in una delle Torri Gemelle, l'11 settembre del 2001. Era lì di passaggio, faceva il gioielliere. Oskar sa che lui è morto. Lo sa bene perché suo papà gli ha lasciato svariati messaggi sulla segreteria telefonica di casa, prima di andarsene per sempre: Oskar li tiene nascosti, quei messaggi. Un po' per paura un po' per non fare soffrire ancora di più sua mamma. Però lui continua a cercarlo, suo padre. Lo cerca come fosse un mistero. Lo cerca dentro quell'inguaribile caos che è il mondo, con il candore e la spietatezza che solo un bambino geniale - disarmante ma anche disarmato - è capace di usare affrontando il caos.
Un po' Peter Pan e un po' Indiana Jones (ma niente di tutto questo, in fondo), Oskar cerca suo padre, armato di una chiave e un nome misterioso. Forse lo trova, alla fine del libro e dentro il caos, trova suo papà che invece di precipitare giù dalla Torre in un ultimo volo di morte, risale verso il cielo: basta girare le pagine della storia all'incontrario.
Molto forte, incredibilmente vicino è il secondo romanzo di Jonathan Safran Foer. L'ha tradotto in maniera mirabile Massimo Bocchiola. Chissà quanti aspettavano questo autore non ancora trentenne al varco, dopo Ogni cosa è illuminata. Eccolo. Con un romanzo non meno stupefacente.
Safran Foer affronta ancora una volta di petto il caos: lo sfilaccia, lo accartoccia, e poi da questa matassa densa pesca una trama, anzi un filo di trama, la segue con tenacia. Il risultato è un'armonia narrativa che sfrutta, e spiazza il caos.
Oskar è un bambino un po' speciale, anzi fantastico: si muove per i meandri della città - e del caos - con un'incoscienza calcolatrice, con intuito e determinazione. Ha inventiva da vendere, è anche timido a suo modo. Sogna di dirla tutta in faccia a chi gli sta antipatico, vagheggia un colpo di scena alla recita scolastica di Amleto (ma siccome ha letto da qualche parte che attualmente sulla terra vivono più persone di quante non ne siano mai vissute lungo tutta la storia dell'umanità, se tutti volessero recitare contemporaneamente il monologo del protagonista, non ci sarebbero abbastanza teschi). E' anche ubbidiente, a suo modo. Come quando deve andare dallo psicologo: «Martedì pomeriggio sono dovuto andare dal dottor Fein. Non capivo perché avevo bisogno di aiuto, dato che a me sembrava che quando muore il tuo papà è naturale avere le scarpe pesanti, e che se non le hai, allora sì che ti serve aiuto. Però ci sono andato lo stesso, perché se no non avrei avuto l'aumento della paghetta». Ecco, il nodo è questo: Oskar ha le scarpe pesanti. Eppure macina chilometri su e giù per New York (e non solo Manhattan), nel desiderio di risolvere il mistero. Di quella chiave, di suo padre che chissà dove è finito, dato che gli hanno fatto il funerale e tutto, ma la bara era vuota. E attraverso questa ricerca, Oskar scopre, o meglio concede al suo lettore meravigliato e colpito, sorridente e sconcertato, di scoprire altri caos. Dresda e Hiroshima. Un nonno che non parla. Un taxista riconoscente. Un inquilino centenario (forse). Tanti errori di stampa sul New York Times.
Molto forte, incredibilmente vicino è un romanzo sull'11 settembre. E' un romanzo sul caos. Sull'incomprensibilità ottusa delle tragedie. Sull'acume dei bambini. E' un libro commovente e irriverente, che ti lascia senza fiato eppure quel fiato lo tiri fino alla fine, come per magia.

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Dettagli prodotto

  • Copertina flessibile: 351 pagine
  • Editore: Guanda (28 aprile 2005)
  • Collana: Narratori della Fenice
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8882466116
  • ISBN-13: 978-8882466114
  • Peso di spedizione: 481 g
  • Media recensioni: 4.1 su 5 stelle  Visualizza tutte le recensioni (92 recensioni clienti)
  • Posizione nella classifica Bestseller di Amazon: n. 2.101 in Libri (Visualizza i Top 100 nella categoria Libri)

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Recensioni clienti

Principali recensioni dei clienti

Di Sam RECENSORE TOP 500 il 12 gennaio 2012
Formato: Copertina flessibile
un'amica mi regala questo libro. sorrido, ringrazio.
lo apro dopo circa una settimana. e ci si perde. fa perdere. fa emozionare.
una prosa facile e complessa nello stesso momento.
Safran Foer è un genio. riesci ad intrecciare una storia perfettamente con ogni suo filo sempre più complesso che sboccia in un dipinto finale colmo di significato.
l'avventura di Oskar nella ricerca del significato di un ultimo oggetto lasciatogli dal padre scomparso. e parallelamente la narrazione della storia d'amore tra i nonni attraverso lettere e racconti.
grande libro, grande storia, grande scrittore.
34 persone su 37 l'hanno trovata utile. Questa recensione ti è stata utile? No Invio feedback...
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Formato: Copertina flessibile
Ho letto questo libro diversi anni fa quando è stato pubblicato, e ora, rivedendone il titolo in una offerta di Kindle Amazon, mi è venuto voglia di parlarne. Chiaro che non ricordo ogni dettaglio della trama però ho ben impressa l'atmosfera magica, la tenera determinatezza di Oskar, il fascino e la genialità del suo papà creatore di gioielli, la dolcezza di una mamma innamorata e forte, il bellissimo personaggio del nonno. L'intreccio sorprende e colpisce, anche chi è "affamato" di trama non resterà deluso, ma soprattutto sono le sfumature caratteriali dei personaggi a colpire il lettore, la delicatezza con cui un tema che avrebbe potuto essere melenso e semplicemente strappalacrime diventa invece consolatorio e anche divertente.
Un caldo consiglio: non vedete il film prima di aver letto il libro anzi, il mio parere è che il film, che non ha neppure un decimo della magia del libro, sia opera assolutamente trascurabile e di scarso valore.
Solo un appunto riguardo alla versione digitale: spesso nel libro l'impaginazione è molto particolare e si accompagna a disegni e singolari "strategie" di scrittura: non so se in versione digitale vi possa essere la stessa resa e se questo particolare aspetto possa giungere al lettore nella sua interezza, in modo da essere colto e compreso appieno.
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Formato: Copertina flessibile
Oskar Schell ha la Sindrome di Asperger. Vive a New York e da un anno non ha più il suo adorato papà, morto nel "giorno più brutto”, che poi è l’11 settembre.
Ha inoltre una mamma che lo ama tantissimo, una nonna complice e dolcissima, e un nonno che non parla da tanti anni e che per comunicare scrive su un quadernetto o mostra le mani con scritto “Si.” e “No.”
Oskar Schell si sente solo. E da solo sopporta un dolore troppo grande. Ha 9 anni e fa tanti pensieri, soprattutto brutti, ultimamente, e tanto strani. E’ un piccolo inventore di mondi magici e di trovate fantasiose, come il suo progetto di tubazioni collegate ai cuscini di tutti i letti di New York per raccogliere le lacrime di chi piange prima di dormire (per esempio lui), e poi riversare le stesse nel laghetto di Central Park e misurare ogni giorno il livello di sofferenza della sua città. Oppure lo stratagemma per salvare l’umanità dal pericolo utilizzando camicie di becchime, per essere sollevati in volo dagli uccelli e non cadere mai.
Mai.
Oskar Schell ha anche tante paure, si comporta in modo bizzarro, ed è un bambino fin troppo intelligente. Ma sempre e comunque solo. E triste. Dopo la morte del padre, per caso trova una chiave e un bigliettino con scritto “Black”, ed intraprende una minuziosa indagine, che inizia come una caccia al tesoro, uno dei tanti giochi di ingegno che faceva con suo padre, e che poi diventa un vero e proprio viaggio di ricerca. Un viaggio alla ricerca di sé stessi, affrontando il vuoto delle tante parole non dette.
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Formato: Copertina flessibile
Era da molto che non mi immergevo nella lettura di un libro così straordinario! Foer è semplicemente in genio della narrativa. Una scrittura particolare, intensa e divertente. Lo consiglio assolutamente!
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Formato: Formato Kindle Acquisto verificato
Cominciamo con dire che se avete visto il film, il libro è molto più ampio: l'attentato dell'11 settembre è meno preponderante, c'è più spazio per le fobie di tutti gli altri personaggi anche se Oskar resta certamente il personaggio centrale (anche perché fa da trait d'union per tutti gli altri).
Non leggero e non facilissimo, tant'è vero che Hollywood ha "dovuto" tagliare un po' per renderlo digeribile e soprattutto raccontabile in un paio d'ore, ma consigliabile.
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Formato: Formato Kindle Acquisto verificato
Questo libro e' il racconto di come un bambino cerca di elaborare la morte del padre, scomparso l'11 settembre nel crollo delle Torri gemelle.
E' una ricerca che rappresenta l'ultimo tentativo di stabilire un legame col genitore, intervallato da flash back delle vite dei suoi nonni all'epoca della guerra.
L'ho trovato un po' noioso in alcuni punti e un po' disorientante nei flash back che all'inizio non si capisce a chi appartengano.
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Formato: Copertina flessibile
Nel commentare questo romanzo non so bene da che parte cominciare.
Certamente non posso mettermi a fare una descrizione analitica dei pro e dei contro. Qui, secondo me, sarebbe del tutto fuori luogo.
Potrei limitarmi a scrivere: leggetelo! e chiudere qui la questione, che forse sarebbe la cosa migliore da fare. Oppure potrei rischiare di cadere nel luogo comune: "Molto forte, incredibilmente vicino" è un coacervo di emozioni; a ogni pagina puoi ridere, commuoverti, sorprenderti o turbarti. Alle volte sei quasi tentato di chiuderlo perché dici: "No, è troppo, così tutto insieme!", ma resti lì, calamitato a girare una pagina dopo l'altra. E allora vada per il luogo comune, se funziona.
E chissenefrega se Oskar, il protagonista, di cervello dimostri ben più di 9 anni, così come chissenefrega se alcune situazioni risultano un po' implausibili.
C'è un elemento che normalmente troverei snervante: la necessità di dover ricomporre i pezzi, le sequenze narrative. Qui invece funziona. Non nel senso che in altri romanzi ci sarebbero delle incoerenze, ma nel senso che qui l'effetto (sempre emotivo) è amplificato. Tutto si ricompone strada facendo, e tu ti senti più vuoto e più ricco di prima, proprio come Oskar.
1 persone su 1 l'hanno trovata utile. Questa recensione ti è stata utile? No Invio feedback...
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