Sinossi
La storia di un uomo innocente, ingiustamente e deliberatamente imprigionato, e della sua brillante strategia di vendetta contro quelli che lo avevano tradito. Il vigoroso giovane marinaio Edmond Dantes è un uomo candido ed onesto dalla vita pacifica. Dantes sogna di sposare la bella Mercedes, ma le sue speranze vengono presto distrutte quando il suo migliore amico, Fernand Montego, che vuole Mercedes tutta per sé, lo tradisce. Spedito nella terribile prigione dell'isola di Chateau d'If per essere illegalmente giudicato, Edmond resta intrappolato in un incubo che dura 13 lunghi anni. Perseguitato dallo sconcertante corso che ha preso la sua vita, egli finisce per non credere più a ciò che è giusto o sbagliato e si abbandona a pensieri di vendetta contro quelli che lo hanno tradito. Con l'aiuto di un compagno di sventura ugualmente innocente, Dantes riesce a fuggire dalla prigione e ad assumere l'identità del misterioso e ricco Conte di Montecristo. Con fredda e calcolata spietatezza, egli si insinua, grazie alla sua intelligenza, nei ranghi della nobiltà francese riuscendo a distruggere con sistematicità coloro che lo avevano manipolato e reso schiavo.
Descrizione prodotto
davvero difficile "sbagliare" la piu' bella storia d'avventura mai scritta. e infatti reynolds, assiduo collaboratore di costner ( robin hood, waterworld), non la sbaglia. non solo, ci mette anche del suo ( e dello sceneggiatore jay wolpert) arricchendo la storia di episodi e di trovate sconosciute a dumas padre. la storia e' arcinota. edmond dante's, marinaio un po' ingenuo, viene tradito dal giovane fernand mondego, innamorato di mercedes, promessa sposa di edmond, dal "secondo" danglars e dal magistrato villefort. edmond e' rinchiuso nella prigione, incontra l'abate faria che, morendo, gli indica la strada per l'immenso tesoro nascosto nell'isola di montecristo. edmond lo trova e va a parigi per consumare, tredici anni dopo, la sua vendetta. regia di moderata "espressione", ricostruzione suggestiva e preziosa. e harris e' il piu' bravo faria mai inventato. con una citazione finale, voluta, dei duellanti di scott, quando il "conte" e mondego si battono di spada nei campi. ancora una volta il cinema ( e il pubblico) ringrazi dumas