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Neuroetica. Le basi neurologiche del senso morale Copertina flessibile – 13 feb 2009


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Dettagli prodotto

  • Copertina flessibile
  • Editore: Apogeo (13 febbraio 2009)
  • Collana: Apogeo Saggi
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8850327242
  • ISBN-13: 978-8850327249
  • Peso di spedizione: 422 g
  • Media recensioni: 3.0 su 5 stelle  Visualizza tutte le recensioni (1 recensione cliente)
  • Posizione nella classifica Bestseller di Amazon: n. 241.701 in Libri (Visualizza i Top 100 nella categoria Libri)

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Le recensioni più utili

Di Pempi il 10 aprile 2015
Formato: Copertina flessibile
Nella traduzione italiana è stato scelto un sottotitolo che, oltre a non corrispondere a quello della versione originale (che è “Challenge for the 21st Century”), è a mio avviso del tutto fuorviante. Le basi neurologiche del senso morale sono, tutt’al più, UNO degli argomenti del volume – e forse nemmeno quello centrale. Infatti, come spiegato nella corposa introduzione (circa ¼ del volume) ‘neuroetica’ può voler dire almeno due cose: etica delle neuroscienze, o neuroscienze dell’etica.
Nel primo caso essa costituisce fondamentalmente un’estensione della bioetica, in quanto s’interroga sulla liceità di pratiche aventi a che fare con il cervello e in generale con la manipolazione, la cura e l’eventuale “lettura” delle menti per via artificiale. A questi argomenti viene dedicata la prima parte del volume. Particolarmente interessante il capitolo dedicato alla memoria, dove sono messi in luce diversi modi in cui tale facoltà può ingannarsi ed essere fuorviata; tali evidenze sono poi utilizzate per mettere in questione l’attendibilità delle testimonianze oculari nei processi (laddove non supportate da altre prove).
Nel secondo caso la neuroetica concerne il contributo che le neuroscienze possono fornire alla comprensione dei problemi dell’etica, tra cui il libero arbitrio e la natura dei giudizi morali. In merito a tali questioni, le tesi di Levy sono senza dubbio interessanti. Riguardo al libero arbitrio, egli rifiuta l’ipotesi per cui, affinché gli esseri umani siano liberi, occorre postulare che la coscienza abbia il totale controllo del processo decisionale che porta all’azione.
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