Basato sull'infanzia di John Lennon, icona mondiale della musica rock, nonchè fondatore dei Beatles. Il film, diretto da Sam Taylor Wood, traccia il percorso che ha portato un quindicenne di Liverpool, abbandonato dai genitori e costretto a vivere sotto l'ala protettrice di una zia oppressiva e severa (la eccellente Kristin Scott Thomas), a innamorarsi della musica e, nel giro di pochi anni, a dar inizio a quello che poi sarebbe diventata la Beatlemania.
Molto buona l'interpretazione del giovane Aaron Johnson nei panni dell'adolescente Lennon, un apparente bullo dal cuore tenero che soffre per il contrastato rapporto con la madre la quale sembra più una sorella maggiore che una vera e propria figura materna.
La sua gioventù già di per sè diversa da gran parte dei suoi compagni (il rapporto con la burbera zia più mitigato e la figura della madre rientrata a tutti gli effetti nella sua vita) viene sconvolta proprio sul più bello dalla morte della madre.
Interessante e ben resa anche l'interpretazione di Anne-Marie Duff, ovvero Julia, la mamma di John che, nonostante la sua prematura scomparsa, fu una figura decisiva per John e per la sua iniziazione alla musica: fu lei ad insegnargli i primi strimpellii grazie ad un banjo che lei suonava.
Film per tutti gli appassionati dei Beatles e di John Lennon, ma non solo.
Si è detto, quasi a voler comprendere il folle gesto di Mark Chapman, l'assassino di John, che il giovane Mark aveva avuto una infanzia problematica..
Bè quella di John Lennon non è stata da meno, ma il risultato per il mondo, i fans e la musica sono stati ben diversi.
C'è modo e modo di reagire alle sofferenze. Lennon ha scelto quella del vincitore.
Film intenso ed emozionante.