Dettagli prodotto
|
|
Condividi la tua opinione con altri clienti:
|
||||||||||||||||||||||
|
Le recensioni più utili
1 di 1 persone hanno trovato utile la seguente recensione
4.0 su 5 stelle
Espressionismo e vis comica,
Questa recensione è su: Ombre E Nebbia (DVD)
Posto fra Alice e Mariti e Mogli, questo lavoro alleniano dei primi anni novanta risponde agli stimoli intellettuali e artistici interni alla mente dell'autore. Cosa ci fa, ad esempio, la fotografia in bianco e nero di Carlo Di Palma in mezzo a strangolatori, donne di basso borgo, riflessioni sull'amore e studenti universitari ricchi di quattrini? E' un vizio, un rischio, un occhiolino a quel pubblico europeo che tanto lo ha salvato e salverà (finale di Hollywood ending)Ci aveva stupito e non accenna a smettere, Mr Königsberg: dopo una vita passata a strizzare l'occhio a Bergman, mette nel frullatore l'Espressionismo, in particolare il miglior Fritz Lang. Film nè dotto nè stravagante nè (soprattutto) d'elite, Ombre e Nebbia unisce le citazioni d'autore (soprattutto a livello di immagine) alle solite folglorazioni del dialogo e della comicità alta: la conversazione del povero e ignaro Kleinman con la fidanzata abbandonata sull'altare è da amarcord, mentre le riflessioni a voce alta di un maturissimo John Malkovich sbattono in faccia agli spettatori la tristezza di un clown che non sa più farli ridere. Di Palma, come detto, ha un ruolo quasi autoriale: taglia la luce a fette, la riduce al massimo citando quelle atmosfere dei '30 tutte spigoli e paura, ricreando la kafkiana sensazione di claustrofobia di un ebreo capro espiatorio in una notte di misteri e sotterfugi. Riesce a riderci su, il regista: evitando il facile (e sempre dannoso) biografismo, una città in cui l'unico luogo sicuro e in un certo senso sacro è un bordello è una metafora dell'oggi, del senso di inutilità della promozione in un lavoro impiegatizio, della passione persa di tante vidende coniugali, di una solidarietà per un trovatello capace di far sopportare la monotonia di una vita intera: l'happy-ending è meno amaro del solito, la magia (tornerà timidamente nello Scorpione di Giada e in Scoop, per poi andare in congedo) riempie questa commedia sulle paure umane. L'umanità e la moralità irrazionale della malavita arrivano ai giorni nostri, come pronosticava Bertold Brecht. Sta a noi non chiedere troppo alla pellicola, non sfidarla ma apprezzarla per un semplice vizio classicista di un regista che ha pur rischiato a proporla nell'epoca dei blockbuster.
Condividi la tua opinione con altri clienti: Crea la tua recensione
|