l box con librone mi tentava molto, ma ho avuto una soffiata da un amico inglese che mi metteva in guardia ed invitava alla prudenza. Così ho comprato solo il doppio 'Past Masters' per un test.
Aperto il disco, ho visto che sul retrocopertina è riportato 'Digital remaster 2009', il che non prometteva bene.
Iniziato l'ascolto, l'impressione inizialmente è stata accattivante, il suono è piuttosto brillante e, forse, dinamico.
Ma, proseguendo ed ascoltando attentamente ed in religioso silenzio, sono emersi aspetti, ai miei orecchi, non buoni.
Il colore è grigio, sciapo, non piacevole. Si sente tutto, certo, ma per chi ha macinato per quarant'anni dischi dei Beatles, quello non è il loro suono.
Per controprova, cioè per scongiurare il rischio di una preconcetta maldisposizione, ho riascoltato Day Tripper/We Can Work it Out, e poi, subito dopo, ho messo su il singolo originale inglese del '65: tutt'un'altra cosa. Suono pìeno, dolce, profondo, si sente tutto: veramente un piacere appagante.
Allora sono andato avanti, ed ho messo su gli stessi due pezzi dall'antologia 1962-1966, in CD. Buona resa sonora, migliore di quella del Past Masters in vinile. Mi sono chiesto il perché, e la risposta -è solo un tentativo- è che quel CD sia stato ottenuto riversando master analogici senza riprocessamenti.
Ci sarà chi ovviamente ha avuto impressioni opposte, ma il mondo del suono è -fortunatamente- soggettivo: ciascuno ascolta con il suo orecchio, e quel che l'orecchio coglie va a confronto con una sua peculiare sensibilità.
Nessuno pretende di definire un 'bello' o un 'meglio': il mio giudizio è che l'originale, semplicemente, mi piace, mentre questa edizione, purtroppo no.