Per chi, come me, ha vissuto in prima persona e si è affezionato alla cultura degli anni Ottanta, questo libro è assolutamente imperdibile. Non è un caso che l'autore sia nato nei primi anni Settanta e sia innamorato del decennio in cui è stato ragazzo, al punto che possiede una DeLorean come quella di Ritorno al futuro! Elementi della cultura degli anni Ottanta vengono citati continuamente : dal cinema (Guerre Stellari, Ritorno al futuro, War Games, Corto Circuito, Indiana Jones - solo i primi tre film! -, Blade Runner, i Monty Phyton) ai videogiochi (soprattutto quelli per Atari 2600 e i coin-op di un tempo: Pac-Man, Joust, Adventure, Black Tiger e molti altri ) ai robottoni e le serie giapponesi (Gundam RX-78, Voltron, Ultraman, Godzilla) alla musica (soprattutto i Rush), ai giochi di ruolo (Dungenons & Dragons), ai vecchi home computer (Spectrum, C64, ...) e chi più ne ha più ne metta!! (Impossibile ricordarsi tutte le citazioni!) Il libro comunque non è solo questo, e può essere apprezzato anche da chi non è patito degli anni Ottanta: la storia è appassionante e molto attuale (OASIS può essere visto come un misto di Second Life e di tutti i social network messi insieme, all'ennesima potenza), ambientata in un futuro tristemente possibile (è il 2045, il mondo è falcidiato da crisi energetica, guerre e povertà, la maggior parte delle persone non ha lavoro e vive miseramente, ammassata in container accatastati l'uno sull'altro). L'unico svago e fuga dalla (triste) realtà è per tutti OASIS, costruito guarda caso da un geniale personaggio amante degli anni Ottanta (si suppone che alla sua morte abbia quasi settant'anni, che dunque sia nato negli anni Settanta come l'autore del libro). Per questo, solo e senza alcun parente, alla sua morte indice una gara per chi dovrà avere il controllo di OASIS, creando una serie di complicatissimi enigmi basati sull'immaginario culturale degli anni Ottanta. Il protagonista del libro, Wade, è un ragazzo diciottenne che come tanti vive una vita misera e fugge appena può in OASIS (dove peraltro, in questo mondo futuristico, si va anche a scuola e si vivono tutte le relazioni sociali), è appassionatissimo del suo creatore e, di riflesso di tutto ciò che amava. Con il suo avatar (Parzival) riuscirà a risolvere il primo enigma, e da quel momento si troverà catapultato in un'avventura mozzafiato in cui si troverà a fianco di altri avatar amici e/o avversari nella gara, si innamorerà (ma fino alla fine non si saprà se questo sentimento è reale o anch'esso virtuale), rischierà più volte di essere ucciso dai cattivi di una multinazionale interessata a mettere le mani su OASIS... Insomma un'avventura in pieno stile anni Ottanta, con quel tocco di fantasia "intelligente" che oggi si fatica a trovare nella maggior parte dei libri e dei film d'intrattenimento. A proposito di film, la Warner Bros ha acquisito i diritti del libro e dovrebbe farne una mega-produzione. Spero che riesca a rendere nel migliore dei modi tutto quello che di tanto appassionante c'è nel libro.