C'eravate nei '70? Volete ricordare com'erano, con le stramberie, gli eccessi, le passioni, le aspirazioni e i desideri, le delusioni cocenti e le disillusioni? E se non c'eravate, volete saperlo? Questo è il vostro film.
Un film 'piccolo' in un certo senso, grazioso se vogliamo, ma terribilmente coinvolgente, divertente e malinconico: la storia di un gruppo ad un passo dal successo 'vero' - che non conquisterà, è chiaro - e la storia di un ragazzino che sogna il rock e non potendolo suonare, si limita a scriverlo cercando il coinvolgimento e il successo per questa via - e li troverà, sappiamo anche questo.
Il film è la storia di un pazzo tour in giro per l'America, nella media del tempo insomma, con tanti incontri folli, teneri e significativi, dalle groupies ai fans che rincorrono i musicisti, dalle pompose scempiaggini dei giornalisti-guru ai sogni esotici e improbabili di un altrove sconosciuto; ricordi di un tempo passato per sempre: forse nessuna scena come il gruppo che intona nell'autobus TINY DANCER di Elton John sa catturare il cuore dell'appassionato di rock. Gente che dietro all'alibi di crescere 'liberi' (il giovane protagonista, Penny Lane la groupie, i musicisti...) in realtà si rifiuta semplicemente di diventare adulta; salvo poi prendere variamente coscienza di sé, e degli altri, come illustra bene la fine della vicenda.
Un film pieno di malinconia, e su tutto, il fantasma dei Led Zeppelin ad aleggiare su una fetta di umanità che si rifiuta di crescere e, trentacinque e più anni dopo, chissà se lo è diventata davvero. Guardate il film, e avrete la vostra risposta.