- Formato: Import
- Numero di dischi: 1
- Studio: Optimum
- Media recensioni: 4.0 su 5 stelle Visualizza tutte le recensioni (1 recensione cliente)
- ASIN: B001AOHPLM
Dettagli prodotto
|
Tagga questo prodotto(Cos'è?)Pensa a un tag da usare come parola chiave o come etichetta per questo prodotto.
I tag aiutano i clienti ad organizzare e trovare gli articoli preferiti. |
|
Condividi la tua opinione con altri clienti:
|
||||||||||||||||||||||
|
Le recensioni più utili
4.0 su 5 stelle
Un americano non troppo tranquillo,
Questa recensione è su: The Quiet American (DVD)
Graham Greene (1904-1991) scrive il romanzo omonimo nel 1955 sapendo di che parla: è stato corrispondente di guerra in Indocina e conosce il groviglio di interessi che negli anni '50 sta intralciando il pacifico risolversi della situazione nella regione. Il colonialismo francese ha i giorni contati, ma l'idea di un Vietnam libero spaventa l'Occidente. L'intento di Greene è denunciare l'intervento degli USA tramite la CIA, inteso a destabilizzare totalmente la situazione per mettere il paese nelle mani dei propri fantocci. Ma, quando nel 1958 Joseph Mankievicz riduce il libro per lo schermo, girandolo parzialmente a Cinecittà, Greene si indigna: un'Hollywood ancora memore del maccartismo ha completamente stravolto il senso del suo libro. Addirittura, è stata la CIA a suggerire parti della sceneggiatura. Probabilmente, allo scrittore sarebbe invece piaciuta questa versione di Philip Noyce datata 2002. Certo, Mankievicz era più bravo. Ma anche Noyce, oltre a essere meno corrivo, conosce bene il mestiere. Aiutato da attori bene in parte (Michael Caine candidato all'Oscar, Brendan Fraser che dimostra di valere anche come attore drammatico, la vietnamita Do Thi Hai Yen di una bellezza mozzafiato) descrive adeguatamente il precipitare degli eventi bellici intrecciato al menage a trois tra l'americano apparentemente tranquillo certo di combattere dalla parte del bene, il disincantato reporter britannico e l'opportunista amante vietnamita. Malgrado i legami di amicizia, i compromessi e la tentazione di lasciar correre per il quieto vivere, alla fine prevale l'obbligo di scegliere da che parte stare. È una regola che vale anche nella vita e che pochi film si preoccupano di ricordare.
Condividi la tua opinione con altri clienti: Crea la tua recensione
|